Bambini e adolescenti obesi: a rimetterci è anche la pelle

In occidente il sovrappeso è la condizione più frequente del bambino e dell’adolescente. Una minaccia per la salute attuale e futura: diabete, problemi cardiovascolari e respiratori, danni alle ossa, sono solo alcune delle patologie legate all’obesità; a queste si aggiungono i risvolti di carattere psicologico con bambini che vengono spesso additati o irrisi per la loro condizione.  L’obesità infantile, inoltre, merita attenzione anche per le correlazioni che può presentare con disturbi cutanei di vario tipo, tra questi la psoriasi.

Sovrappeso in età pediatrica e psoriasi: quale relazione?

La psoriasi sembra essere abbastanza diffusa nella popolazione pediatrica. Nonostante l’incidenza della patologia in questa età non sia nota, circa un terzo dei soggetti con psoriasi (il 2-3% della popolazione) manifesta la malattia prima dei 16 anni. Oltre a una componente genetica di base, che pesa sicuramente nella patogenesi della malattia, hanno un ruolo (nell’insorgenza e nella riacutizzazione) altri fattori come infezioni, stress emotivi e traumi , variazioni climatiche, e, non da ultimi, sovrappeso e obesità. Già nel 2011 uno studio del Kaiser Permanente Southern California’s Department of Research & Evaluation aveva analizzato più di 700.000 bambini e ragazzi tra i 2 e i 19 anni. Ne era emerso che i ragazzi obesi o in sovrappeso, rispetto ai coetanei normopeso, hanno l’80% di probabilità in più di sviluppare la psoriasi, tra l’altro in forma più severa e con il coinvolgimento di aree più ampie.

 

Con l’obesità è a rischio la pelle?

Uno studio più recente, pubblicato sulla rivista Pediatric Dermatology, si è posto l’obiettivo di determinare la prevalenza di vari disturbi cutanei in bambini e adolescenti obesi e di comparare il ricorso a consulti dermatologici in questo gruppo di pazienti con ragazzi normopeso. Dall’analisi di 248.775 soggetti del Kaiser Permanente Northern California Managed Healthcare System è emerso che la presenza di obesità in età precoce è associata a diversi disturbi della pelle, sia di tipo infiammatorio sia di tipo infettivo. La ricerca ha osservato e confrontato tre gruppi di peso (normale, sovrappeso, obeso), osservando che:

  1. l’obesità in giovane età è associata all’aumento dei disordini cutanei caratterizzati da iperproliferazione, infiammazione, infezioni batteriche e fungine, e cambiamenti meccanici. Di contro, negli obesi, diminuisce l’incidenza di disturbi legati ad iperandrogenismo e a infezioni virali.
  2. Il numero di visite dermatologiche non è troppo diffuso tra i soggetti obesi: una mancanza di cui vanno indagate le motivazioni.

Il messaggio chiave che arriva dalla ricerca è che è necessario riconoscere il bisogno di guardare meglio e nel dettaglio al tessuto adiposo come ad un organo endocrino che è in grado di pregiudicare la pelle.

Bambini in sovrappeso: le cause

Le cause della diffusione dell’obesità in età pediatrica sono molte: alimentazione e stile di vita errati, eccesso di sedentarietà, ma anche fattori genetici e “ambientali”. Secondo i dati di “Save the Children”:

  • 1 bambino su 4 non fa moto e sport nel tempo libero, nel 28% dei casi (+13%) per difficoltà economiche;
  • 4 ragazzi su 10 si muovono in auto, pochi (24%) a piedi, ancora meno (9%) in bici;
  • il 73% sta in casa nel tempo libero;
  • in calo il consumo quotidiano di frutta e verdura;
  • il 9% non fa colazione;
  • resiste bene l’abitudine di sedersi a tavola: 9 famiglie su 10 con figli lo fa regolarmente.

Cosa possono fare i genitori per prevenire obesità e sovrappeso?


Una maggiore attenzione della famiglia, sostenuta dal pediatra, alle abitudini alimentari dei bambini sin dai primissimi mesi di vita può essere utile per contrastare efficacemente l’eccesso ponderale e tutte le complicanze ad esso correlate.

Tutta colpa di televisione e videogiochi? Sembra dimostrato che il tempo trascorso dai bambini davanti alla TV sia un fattore determinante per l’incremento di peso, indipendentemente dallo sport svolto. Ma non è tutta colpa della sedentarietà: davanti alla televisione i bimbi mangiano fuori pasto cibi ad alta densità energetica (merendine, patatine, snack, bevande zuccherate, ecc.). I bambini tendono a non assumere cibo se impegnati in altre attività altrettanto sedentarie. Oltre alla televisione, poi, molti bambini hanno anche una playstation, un videoregistratore o un lettore DVD (magari in camera), un computer. Cosa fare? Limitare il tempo passato davanti agli “schermi”, offrendo alternative piacevoli – quali giochi, sport, hobby – possibilmente all’aria aperta e che prevedano un sano esercizio fisico.

Qualche spunto:

  • organizzare una bella gita nel fine settimana camminando insieme
  • ritagliare un po’ di tempo per giocare al pallone o andare in bici
  • coinvolgere il bambino in qualche lavoretto da fare insieme domestico o non, ad esempio lavare l’auto o portar fuori il cane.

Occhio a carboidrati e zuccheri? La quantità di carboidrati nell’alimentazione dei bambini è aumentata negli ultimi 20-30 anni ed è cambiato anche il tipo di carboidrati che i bambini consumano con maggiore frequenza.
Alla tradizionale classificazione dei carboidrati in semplici e più utile guardare ai carboidrati in termini di indice glicemico. Quest’ultimo è decisamente aumentato nell’alimentazione dei bambini. Quali sono i cibi incriminati? Pane e pasta altamente raffinati, merendine, patate (non solo patatine!), ma anche le bevande dolci (succhi di frutta, tè e bevande zuccherate). Attenzione anche alle bibite gassate: una lattina di cola, aranciata, ecc. contiene mediamente 10 cucchiaini di zucchero! Cosa fare? Mettere nel piatto dei figli cibi sani e ben assortiti, tenendo presente che:

  • i bambini amano di più i sapori dolci e salati e non quelli amari e acidi
  • la qualità dei cibi disponibili e accessibili a casa è un fattore da cui dipende molto il peso dei bambini in età prescolare.

Inoltre anche se la maggior parte dei bambini o non assaggia la verdura o ne mangia poca e malvolentieri, prima o poi assaggerà e mangerà qualche verdura, dunque, non smettete mai di provarci!

Qualche spunto:

  • andare insieme nel negozio di ortofrutta e permettere al bambino di scegliere qualcosa da comperare. Dargli questa opportunità è un modo molto efficace per favorire interesse e motivazione.
  • Nel proporre frutta o verdura lasciate una possibilità di scelta fra due o tre tipi. Scegliere tra un arancia o qualche fragola, tra le carote o gli spinaci consente al bambino di esercitare un suo diritto e di comprendere meglio le sue preferenze. Ciò lo spingerà ad assaggiare cose nuove.
  • Dopo la palestra, la piscina o il calcio fate trovare pronti, quasi come lo aspettassero, un bel cesto di frutta sul tavolo, una colorata macedonia, una ciotola di verdure crude pronte e croccanti nel frigorifero, una spremuta o un centrifugato.

A volte sono sufficienti un po’ d’impegno e di fantasia in più!

Dott.ssa Norina Wendy Di Blasio, scientific editor e Dott.ssa Stefania Mengoni, scientific editor

Fonte

  • Save the Children. Comunicato stampa
  • Mirmirani P, Carpenter DM. Obesity-Associated Skin Disorders in Children and Adolescents. Pediatr Dermatol 2013 Dec 13; EPub Ahead of Print
  • Koebnick C, Black MH, Smith N, et al. The Association of Psoriasis and Elevated Blood Lipids in Overweight and Obese Children. doi: 10.1016/j.jpeds.2011.03.006
  • Mercy KM, Paller AS. The relationship between obesity and psoriasis in the pediatric population: implications and future directions. Cutis 2013;92(3):107-9.
  • La nutrizione nel bambino sano. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2004

 

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