Pensare al benessere psicologico di chi soffre di psoriasi

Una malattia come la psoriasi può mettere chi ne soffre in una posizione di grande difficoltà emotiva: lo stress e il disagio che i pazienti incontrano nella loro vita quotidiana possono portare a un peggioramento della loro qualità di vita e a difficoltà sul piano psicologico. I pazienti si ritrovano a sperimentare ansia, depressione e talvolta ad elaborare pensieri di suicidio, eppure il disagio psichico, molto presente soprattutto tra i giovani, è spesso sottostimato e sottovalutato. È facile immaginare come chi soffre di psoriasi sia anche alla ricerca di una presa in carico da parte del medico che tenga conto di questo aspetto e che, nella scelta condivisa di un piano terapeutico, miri a restituire un tempo di qualità e benessere, libero dalla malattia, il più duraturo possibile.

Per il paziente è spesso centrale alleggerire il peso emotivo della malattia e recuperare tempo da dedicare alla propria vita, per riappropriarsi della propria quotidianità, di relazioni positive con gli altri, del tempo da dedicare allo studio, al lavoro, agli affetti e ai viaggi. Chi vive ogni giorno la malattia può e deve farsi parte attiva nel veicolare il suo disagio e condividerlo con il medico: una maggiore consapevolezza da parte dei pazienti del loro ruolo attivo può essere la chiave per portare l’attenzione dei medici sulla dimensione emotiva del paziente per poter mettere a fuoco e accogliere le specifiche condizioni che riguardano la salute mentale.

Il disagio psichico in chi soffre di psoriasi

Quanto il medico è consapevole del disagio? Quali sono gli strumenti di cui dispone per farsi carico del disagio emotivo del paziente? Come possono essere usati all’interno della relazione terapeutica? Quali di questi strumenti sono maggiormente utilizzati dai medici? In che modo il paziente può essere di
supporto al medico? Uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology si è posto l’obiettivo di passare in rassegna quali strumenti il medico utilizzi per misurare il benessere psicologico e il disagio psichico che i pazienti si trovano ad affrontare. La ricerca ha valutato 74 pratiche e strumenti usati dai dermatologi nello screening e nella discussione di temi come la depressione, l’ideazione di suicidio e la presenza di comportamenti suicidari nei pazienti che soffrono di psoriasi.

Dalla ricerca emerge da un lato una grande consapevolezza nei medici della necessità di indagare la salute mentale, il 57% dei dermatologi infatti concorda sul fatto che i pazienti affetti da psoriasi necessitino di monitoraggio per la depressione. Dall’altro emerge come pochi medici abbiano il coraggio di mettere in pratica i buoni propositi: solo il 27% dei chiede ai propri pazienti informazioni sull’umore nella maggior parte degli incontri. Inoltre, solo il 7% dei medici coinvolti ha dichiarato di usare uno strumento di screening per la depressione e meno del 30% dei medici aveva familiarità con il Patient Health Questionnaire-2, uno degli strumenti di screening per la depressione che può aiutare a identificare i pazienti più a rischio di disagio psicologico. Una maggiore attenzione al benessere psicologico e alla salute mentale potrebbe migliorare la cura dei pazienti affetti da psoriasi. Gli stessi dermatologi concordano sul fatto che i pazienti affetti da psoriasi devono essere monitorati per la depressione. Tuttavia, vi è un importante divario di conoscenze e pratiche intorno allo screening e alla discussione della depressione negli incontri con i pazienti. Sicuramente anche avere pazienti più consapevoli dei rischi sul piano della salute mentale e dei confini del disagio psichico, potrebbero essere di grande supporto al medico.

Quando sospettare uno stato depressivo?

Per il paziente è importante condividere con il proprio medico durante la vista il suo disagio e cercare di quantificarlo: “nelle ultime 2 settimane, quanto spesso sei stato disturbato da (a) scarso interesse o piacere nel fare le cose o (b) sentirti giù, depresso o senza speranza?” E allo stesso tempo essere pronto a rispondere anche domande molto dirette da parte del medico – “Hai mai pensato di porre fine alla tua vita?”, “Se è così, hai attualmente un piano per commettere suicidio?” – che possono permettere a quest’ultimo di valutare se sia necessario un follow-up immediato.

Il benessere psicologico di chi soffre di psoriasi: il ruolo del dermatologo

Anche una viewpoint pubblicata su JAMA Dermatology si occupa del problema, sottolineando come le condizioni gravi della pelle, come lo è la psoriasi, possono portare a disturbi psichiatrici nel 30% dei pazienti. I soggetti più a rischio sono gli adolescenti, i pazienti trattati per lesioni facciali e cicatrici, chi è affetto da insonnia, chi soffre di una malattia cutanea grave o recalcitrante.

“Quando la preoccupazione psichiatrica è legata alla malattia della pelle, i dermatologi sono in una posizione privilegiata per identificare il problema e aiutare i pazienti a cercare una cura”, hanno scritto gli autori guidati da Mohammad Jafferany, della Central Michigan University. In dermatologia, le condizioni psichiatriche che si presentano possono rientrare in due categorie: condizione primaria o secondaria. Le condizioni primarie della pelle comprendono disturbi da lesioni cutanee autoindotte dovute a un disturbo emotivo sottostante, come l’acne ecc.

I disturbi psichiatrici secondari, come la depressione, di solito si presentano come conseguenza di una condizione di salute primaria, come la psoriasi grave. “Quando questi fattori di rischio specifici dermatologici sono associati a caratteristiche aggiuntive ad alto rischio, la depressione e lo screening dell’ideazione suicidaria si rendono necessari”, aggiungono gli autori. Il dermatologo che sospetta una condizione psichiatrica latente, in un paziente che soffre di
psoriasi, dovrebbe documentare i sintomi, monitorandone l’andamento, attraverso brevi questionari standardizzati che riguardano la salute mentale, per poi eventualmente indirizzare i pazienti verso servizi appropriati quando necessario.

Tuttavia la mancanza di chiare linee guida, di tempo nelle cliniche affollate, unitamente alla percezione che i disordini psichiatrici secondari non rientrino nel dominio della dermatologia fanno sì che questi aspetti siano spesso trascurati nella relazione. Alcuni dermatologi possono avere difficoltà a percepire il disagio psicologico di un paziente con una condizione dermatologica che può essere grave come la psoriasi e possono sentirsi incerti riguardo alle diagnosi psichiatriche, in particolare nei pazienti che potrebbero non fornire informazioni sulla salute mentale in visita dermatologica.

Fonti

Liang SE, Cohen JM, Ho RS. Screening for Depression and Suicidality in Psoriasis Patients: A Survey of U.S. Dermatologists. J Am AcadDermatol 2019; https://doi.org/10.1016/j.jaad.2019.01.025
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0190962219301318

McDonald K, Shelley A, Jafferany M. The PHQ-2 in Dermatology-Standardized Screening for Depression and Suicidal Ideation. JAMA Dermatol. 2018 Feb 1;154(2):139-141. doi: 10.1001/jamadermatol.2017.5540.
https://jamanetwork.com/journals/jamadermatology/fullarticle/10.1001/jamadermatol.2017.5540

Wu KK, Armstrong AW. Suicidality among psoriasis patients: a critical evidence synthesis.

G ItalDermatolVenereol. 2019 Feb;154(1):56-63. doi: 10.23736/S0392-0488.18.06112-6. Epub 2018 Jul 18.
https://www.minervamedica.it/it/riviste/dermatologia-venereologia/articolo.php?cod=R23Y2019N01A0056

Connor CJ. Management of the psychological comorbidities of dermatological conditions: practitioners’ guidelines. ClinCosmetInvestigDermatol. 2017;10:117-132. doi: 10.2147/CCID.S111041. eCollection 2017
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5404497/

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