Per gestire la psoriasi meglio in-formare i medici

Una formazione adeguata è necessaria affinché anche i medici di base possano supportare i pazienti nella gestione della malattia e delle sue comorbilità, migliorando in generale la qualità di vita del paziente.

La psoriasi può colpire tutti, riguarda nelle sue varie forme, circa il 2-3% della popolazione europea; in Italia circa il 2,9% della popolazione è affetta dalla malattia.
Si tratta di una condizione infiammatoria cronica della pelle che è associata anche a molte patologie: malattia cardiovascolare, sindrome metabolica, depressione e altre condizioni infiammatorie come il morbo di Chron o l’artrite. Ma, nonostante questi numeri, resta una malattia poco conosciuta anche tra gli addetti ai lavori. Dati recenti mostrano infatti che gli stessi medici non sempre sono adeguatamente informati su come trattare la malattia, sul tipo di impatto che può avere sulla qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti e su come il decorso della psoriasi possa incidere sulla progressione delle patologie correlate.

Gestire la psoriasi:l’importanza dello stile di vita

Fumare, essere in sovrappeso, muoversi poco, bere troppo sono tutte abitudini di vita che incidono negativamente sui sintomi della psoriasi, ma purtroppo si tratta di cattive abitudini che sono spesso più frequenti proprio in quei pazienti che presentano la malattia. Ma anche questo data potrebbe dipendere dal fatto che non sempre le persone che soffrono di psoriasi ricevono né un’adeguata informazione su quanto conti uno stile di vita salutare nella gestione della malattie né suggerimenti e strumenti su come modificare i proprio comportamenti.

Il progetto IMPACT

Su questo fronte, la buona notizia è che qualcosa sembra muoversi. L’esempio virtuoso arriva dal mondo anglosassone, da sempre avanguardia nelle iniziative di sensibilizzazione che hanno come obiettivo finale l’informazione corretta del paziente.
Christine Bundy, del National Institute for Health Research (NIHR) che promuove il progetto di ricerca Identification and Management of Psoriasis Associated ComorbidiTy (IMPACT), si è fatta promotrice del lancio di un nuovo programma di formazione, rivolto ai medici con l’obiettivo di fornire loro gli strumenti per ottenere una migliore compliance nei pazienti con psoriasi e migliori risultati nella gestione della malattia. L’iniziativa, parte di una serie di eventi della Manchester Psoriasis Shout Out, è stata lanciata il 1 maggio 2014 e si pone come obiettivo principale proprio quello di porre l’enfasi come motivare il paziente verso cambiamenti significativi negli stili di vita.

Stando ai dati presentati dalla dottoressa Bundy oltre alla presenza di malattie cardiovascolari, i pazienti spesso hanno anche ripercussioni sull’umore e questo influisce sulla motivazione nell’autogestione della psoriasi. Ma nonostante ciò molti medici (di base, ma anche dermatologi) non si sentono adeguatamente informati per sostenere i pazienti, favorirne i cambiamenti nello stile di vita e supportarli nella gestione della terapia. Eppure sappiamo che esistono metodi efficaci per gestire l’umore e il comportamento che possono migliorare la qualità della vita e aiutare le persone a riprendersi dai sintomi della psoriasi in modo più veloce.

Gestire la psoriasi: 5 comportamenti corretti

Secondo il professor Antonio Costanzo, Direttore della UOC Dermatologia e dello Skin Biology Laboratory della “Sapienza” Università di Roma, in generale il porsi come obiettivo il benessere globale della persona aiuta con la psoriasi.

Intervistato dalla redazione di Psoriasi360, ha indicato i 5 comportamenti indispensabili a suo avviso per una corretta gestione della malattia:

  1. Farsi seguire da un dermatologo
  2. Seguire le indicazioni del dermatologo
  3. Avere un’alimentazione corretta, soprattutto stando attenti a non prendere o perdere peso troppo rapidamente, un atteggiamento che peggiora la psoriasi
  4. Evitare il fumo
  5. Avere uno stile di vita sano e fare sport

Ha inoltre aggiunto alla preziosa lista un’importante cattiva abitudine da abbandonare: “farsi condizionare dalla malattia, dandole troppa importanza dal punto di vista estetico”.
La psoriasi è una malattia che si vede e i pazienti si sentono stigmatizzati, ma è importante che imparino a far leva sulla certezza che si tratta di una malattia non contagiosa, spesso controllabile farmacologicamente, per evitare di farsi stigmatizzare.

 

Gestire la psoriasi e le patologie correlate

Come visto, la psoriasi si associa anche ad ipertensione e a malattie cardiovascolari che sono le principali patologie che vengono viste e gestite dal medico di base. C’è bisogno di sensibilizzare sulla psoriasi, anche per mirare ad una corretta gestione delle patologie che spesso si associano alla psoriasi, come diabete, ipertensione, etc.

Secondo il professor Costanzo: “Il medico che vede queste patologie in un paziente con psoriasi severa deve necessariamente riferirsi ad un dermatologo, con l’obiettivo di capire qual è la terapia più adatta per gestire la psoriasi in quel paziente. Perché i meccanismi che inducono la psoriasi sono quelli che possono mantenere e peggiorare anche le altre malattie che il medico di base segue direttamente”.

Gestire la psoriasi: cosa può fare il medico di base?

  1. Il medico di base deve essere adeguatamente informato sulla psoriasi.
  2. Deve poter riconoscere quando inviare il paziente dal dermatologo.
  3. Nell’inviare il paziente dallo specialista deve supportarlo con quesiti e indicazioni puntuali sul tipo di terapia che il paziente sta seguendo per le malattie correlate, in modo da poter aggiustare la terapia anche in funzione della cura per la psoriasi. Perché è solo cercando e trovando questo equilibrio che la cura può incidere positivamente sulla qualità di vita del paziente.

Il progetto anglosassone

“La maggior parte della formazione”, ha spiegato la dottoressa Bundy, “si concentrerà su come impostare un dialogo che possa fare la differenza nella vita delle persone e su come accorgersi se la psoriasi sta incidendo su altre abitudini nella loro vita, per esempio bere e mangiare troppo, essere inattivi o sentirsi depressi” .
dott.ssa Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

Fonte

Print Friendly, PDF & Email
1 COMMENTI
michela
14 Luglio 2014

Il problema e che la maggior parte dei medici non sanno niente o quasi e ti danno terapie a caso e noi pazienti perdiamoquel po di speranza che abbiamo

RISPONDI >>

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Importante: nei commenti non è possibile usare i nomi commerciali dei farmaci in uso. Sarà cura della redazione sostituire il nome commerciale con la classe terapeutica prima della pubblicazione.

L'ESPERTO RISPONDE

PER CONTRASTARE IL DIABETE, COSI COME LA PSORIASI, AIUTANO PICCOLI MA IMPORTANTI CAMBIAMENTI NELLO STILE DI VITA.

HAI UNA DOMANDA?

SCRIVI DIRETTAMENTE AI NOSTRI ESPERTI

SCRIVI ORA >>