Proteggere gli occhi, anche in inverno

Nei soggetti affetti da psoriasi il coinvolgimento oculare non è infrequente essendo  presente in circa il 10-15% dei pazienti.  La manifestazione più diffusa è  la blefarite desquamativa, infiammazione cronica del margine palpebrale che può portare diradamento delle ciglia, all’entropion e all’ectropion.  Talvolta, all’interessamento della cute palpebrale può associarsi un coinvolgimento della mucosa congiuntivale.

Nei soggetti HLA B27 positivi, è possibile osservare di sovente la presenza di uveite anteriore, un’ infiammazioni dell’uvea, ossia la tunica vascolare dell’occhio.

Molto frequente infine in chi è affetto da psoriasi è la cosiddetta della sindrome dell’occhio secco a causa della quale la superficiale dell’occhio perde la protezione garantita abitualmente dal film lacrimale. Le lacrime infatti, oltre a lubrificare la superficie oculare (proteggendola dal continuo sfregamento con la parte interna della palpebra) e a detergere i corpi estranei che possono raggiungerla, contengono anche anticorpi e lisozima, sostanze con un elevato potere battericida; una carenza di queste protezioni lascia perciò l’occhio molto più indifeso rispetto ad aggressioni normalmente innocue da parte di germi e altri elementi patogeni.

 

Proteggere gli occhi, imperativo assoluto?

Dati recenti evidenziano che nonostante quasi un italiano su due indossi abitualmente occhiali o lenti a contatto, solo un terzo della popolazione ritiene importante mantenere la vista in efficienza. E, pensando a un danno provocato dai raggi solari, il 51% ha segnalato preoccupazioni per i rischi alla pelle, mentre solo il 9% ha espresso un analogo timore per i danni agli occhi, soprattutto durante la stagione fredda.

Eppure è ormai ampiamente dimostrato che l’occhio soffre per l’eccessiva esposizione ai raggi UVA e UVB, presenti nell’atmosfera anche nelle nuvolose giornate invernali, nelle quali i raggi possono filtrare fino all’80%. La parte più dannosa della radiazione sono i cosiddetti “fotoni ad alta energia”. Quelli ultravioletti sono una minaccia per le parti più superficiali del nostro occhio (cornea, congiuntiva e cristallino) mentre quelli visibili “violetti e blu” insieme con gli UVA,  non completamente assorbiti dalle strutture anteriori, possono essere nocivi anche per la retina.

 

Proteggere gli occhi: non solo una questione estetica…

Non si tratta solo di un problema estetico che pure esiste, con rughe e occhiaie causate dall’esposizione non protetta ai raggi solari,  ma di veri e propri danni funzionali, con il rischio di incorrere anche in patologie molto serie. Vento e sole, non solo durante le vacanze in montagna, ma anche nelle quotidiane attività all’aria aperta, possono essere responsabili di congiuntiviti, cheratiti, fenomeni come il cosiddetto occhio secco e sono concause nell’accelerare l’insorgenza della catararatta e il  processo di degenerazione maculare.

Inoltre, con gli anni aumenta proporzionalmente il rischio di sviluppare “piccoli” tumori della pelle proprio intorno agli occhi, i cosiddetti epitelioma basocellulari o basaliomi. La pericolosità di questi tumori palpebrali è relativamente modesta tuttavia necessitano di un intervento chirurgico radicale per essere eliminati e la ricostruzione del difetto palpebrale risultante alla loro rimozione deve essere eseguita da chirurghi esperti per preservare la funzione delle palpebre e anche la loro estetica.

 

Proteggere gli occhi: la prevenzione inizia dagli occhiali?

È importante proteggere sempre lo sguardo con occhiali costruiti in materiali anallergici e dotati di lenti di buona qualità, facendo attenzione che riportino il marchio CE e che rispettino tutti gli standard in materia di tutela della salute.

Nel foglietto illustrativo di accompagnamento agli occhiali devono essere chiaramente indicate le proprietà meccaniche e ottiche dell’occhiale e quelle relative al filtro solare delle lenti, oltre che i requisiti dei filtri per l’esposizione diretta ai raggi solari. In particolare, gli occhiali devono rispondere alla norma UNI EN 1836 che classifica le lenti in base a cinque filtri solari, da 0 a 5. È bene, quindi, fare attenzione al filtro solare degli occhiali quando ci si appresta ad acquistarli: se si pensa di indossarli soprattutto all’aperto bisognerebbe comprarne uno con una protezione non inferiore a 3.

 

Proteggere gli occhi: qual è il ruolo dell’alimentazione?

L’alimentazione gioca un ruolo importante nella prevenzione delle patologie oculari. Un recente studio ha dimostrato, ad esempio, che consumare pesce azzurro o salmone per due o tre volte alla settimana protegge gli occhi dall’invecchiamento e aiuta a rallentare sensibilmente la progressione della degenerazione maculare.

Ancora più importante il contributo di preziose sostanze antiossidanti in grado di difendere gli occhi dallo stress da affaticamento visivo e dalle aggressioni dell’ambiente. L’occhio, infatti, è l’unico organo in cui le strutture interne sono direttamente esposte a grandi quantità di luce e di ossigeno, che favoriscono il proliferare di radicali liberi. A difenderlo da luce troppo intensa e radiazioni solari ci sono soprattutto due carotenoidi (pigmenti da cui deriva la vitamina A), la luteina e la zeaxantina: contenuti nella macula, l’area centrale della retina, hanno il compito di filtrare la luce e di proteggerne i punti più delicati dagli effetti delle radiazioni luminose. Fondamentale anche il compito di altre vitamine antiossidanti come la C e la E.

Facciamo quindi il pieno di “frutta colorata”,  miniera di flavonoidi e vitamine,  di verdure a foglia verde e di ortaggi come cavoli, broccoli, spinaci,  peperoni e  carote. Bene anche tutti gli alimenti ricchi di vitamina C (dal kiwi agli agrumi), i  cereali e i legumi. Via libera infine a fragole e mirtilli, come pure al licopene di pomodori, albicocche e prugne.

Bocciati invece fumo e superalcolici. Vietatissimo in particolare il fumo, sia per il pesante carico di ossidanti e tossine che porta con sé, sia per le ripercussioni a livello di circolazione sanguigna: la nicotina, infatti, è un vasocostrittore e alla lunga determinano turbe irrorative alla testa del nervo ottico. Ne risultano calo della vista e  deficit del campo visivo.

Dott.ssa Stefania Mengoni, Scientific Editor

Fonti

Burden-Teh E, Murphy R. Psoriasis and Uveitis – should we be asking about eye symptoms? Br J Dermatol. 2013 Nov 9. doi: 10.1111/bjd.12731.[Epub ahead of print]
Her Y, Lim JW, Han SH. Dry eye and tear film functions in patients with psoriasis. Jpn J Ophthalmol. 2013;57(4):341-6
Yam JC, Kwok AK. Ultraviolet light and ocular diseases. Int Ophthalmol. 2013 May 31. [Epub ahead of print]

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