Psoriasi: che ruolo spetta agli ormoni?

La psoriasi volgare è una malattia della pelle cronica piuttosto comune, che ha un forte impatto sulla qualità della vita del paziente che ne soffre. Sono diversi i fattori esogeni, quindi esterni, ed i cambiamenti ormonali endogeni che possono essere fattori scatenanti la psoriasi.

La pelle possiede un sistema endocrino vero e proprio, che svolge un ruolo molto importante nelle malattie sistemiche multiple.

Per quanto riguarda la psoriasi, sappiamo che la sua gravità può anche essere influenzata dagli ormoni. In particolare, sebbene gli ormoni sessuali e la prolattina abbiano un ruolo importante nella patogenicità psoriasi, ci sono molti altri ormoni che possono influenzare le manifestazioni cliniche di questa malattia.
Glucocorticoidi, epinefrina, ormoni tiroidei e insulina… proviamo a famigliarizzare meglio con questi nomi e con il ruolo che ciascuno di questi ormoni svolge nell’esordio della malattia.

Il ruolo degli ormoni nella psoriasi

Che agli ormoni spetti un ruolo importante nell’influenzare la gravità delle manifestazioni cliniche della psoriasi è evidente anche dai picchi di frequenza della malattia mostra durante la pubertà e la menopausa, oltre che intorno ai 30 e ai 50 anni.  Di fronte a questo quadro, le variazioni e i grandi cambiamenti e le malattie ormonali potrebbero rappresentare un rischio, innescando o modulando fattori che possono avere un ruolo determinante nell’evoluzione della psoriasi. Proviamo a capire meglio.

Gli ormoni sessuali e la psoriasi

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica caratterizzata principalmente dal coinvolgimento di linfociti T di tipo Th1 e anche da neutrofili, cellule dendritiche e mastociti, tutti grandi produttori di citochine infiammatorie: l’interferone gamma (IFN -γ), il fattore di necrosi tumorale (TNF-α) e le interleuchine (IL-2, IL-12, IL-17 e IL-23).

Gli estrogeni in generale influenzano le risposte, modulando lo sviluppo e l’attivazione delle cellule immunitarie. Inoltre, sono noti e dimostrati gli effetti anti-infiammatori degli estrogeni. E tra gli effetti dovuti agli estrogeni, troviamo la capacità di diminuire l’infiammazione psoriasica. Tra gli effetti negativi degli estrogeni nella psoriasi, vale la pena menzionare: la soppressione di apoptosi e la stimolazione della proliferazione a livello dei cheratinociti, la stimolazione della crescita fattori di produzione nei macrofagi, cheratinociti e fibroblasti, che può stimolare lo sviluppo di processi di vascolarizzazione.

In altre parole, gli estrogeni (e il progesterone) e la prolattina, e, più in generale, gli ormoni sessuali che entrano in circolo prima, durante e dopo la gravidanza, mostrano un ruolo importante nella modulazione della risposta immunitaria. Durante la gravidanza e nel periodo immediatamente precedente al parto i livelli di estrogeni e di progesterone aumentano costantemente. Secondo alcuni dati, gli estrogeni sembrerebbero avere un’azione immunosoppressiva e immunostimolante, che favorirebbe uno stato di tolleranza immunitaria. Altri dati mostrano il ruolo potenziale degli ormoni sessuali nella eziologia della psoriasi, e di conseguenza la gravidanza, uno stato di immuno-modulazione naturale, ne risulta associata ad una riduzione o esacerbazione di diverse malattie infiammatorie, tra cui la psoriasi.

Prolattina

La prolattina è l’ormone della riproduzione e dell’allattamento, ed è in stretto collegamento con la pelle. Esercita effetti immunostimolanti che possono favorire lo sviluppo della psoriasi. Infatti, proprio per i molteplici ruoli nel sistema immunitario, l’iperprolattinemia è stata osservata in diverse malattie autoimmuni. La prolattina è probabilmente coinvolta anche nella patogenesi della psoriasi, un’affermazione sostenuta dal fatto che la psoriasi può essere aggravata dallo sviluppo di prolattinoma.  Diversi studi hanno dimostrato una relazione positiva tra i livelli di prolattina nel sangue e la gravità della psoriasi.

La prolattina dalla sua ha un effetto stimolante per il sistema immunitario e promuove autoimmunità. In alcuni pazienti con iperprolattinemia si riscontrano manifestazioni cliniche tra cui la psoriasi, in altri una correlazione tra i livelli di prolattina e l’attività e il decorso della malattia. Inoltre, è documentata una connessione tra i neurotrasmettitori legati a stress, ormoni e altri fattori e l’esacerbazione di alcune condizioni immunopatologiche quali la psoriasi.

Ormoni dello stress ed esercizio fisico

Quasi tutte le risposte endocrine e immunitarie dell’organismo umano sono fortemente influenzate dallo stress. L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene di fatto controlla gli ormoni dello stress, il cortisolo e l’adrenalina, che sono antagonisti e hanno importanti effetti sul sistema immunitario.

In generale si osserva che i pazienti con psoriasi mostrano una risposta diminuita del cortisolo allo stress, livelli più elevati di adrenalina e ormone adrenocorticotropo e livelli più bassi di cortisolo e fattore di rilascio della corticotropina.

L’esistenza di un filo diretto tra stress e psoriasi è sostenuta anche dal fatto che una regolare attività fisica ha un effetto favorevole sull’evoluzione della malattia. Nonostante gli effetti metabolici e psico-neuro-immunitari, un regolare esercizio fisico influenza positivamente le comorbidità metaboliche, riducendo il rischio e l’insorgenza della psoriasi.

Ormoni tiroidei

Gli ormoni tiroidei sono fattori importanti che possono avere l’effetto di stimolare la proliferazione della pelle, aumentando il livello di fattore di crescita epidermico. A sostegno dell’effetto aggravante degli ormoni tiroidei sulla psoriasi vi sono i seguenti argomenti: la psoriasi può essere intensificata da una produzione eccessiva di ormoni tiroidei, la tiroxina libera risulta aumentata in modo significativo nei pazienti psoriasici, nella psoriasi grave si riscontra un aumento dei livelli di ormone stimolante la tiroide e le pazienti con tiroidite hanno avuto periodi di malattia più lunghi.

Leptina, grelina, insulina e obesità

La sindrome metabolica, insieme a obesità e diabete mellito, è fortemente associata con la psoriasi.
La leptina è un ormone delle cellule adipose che presenta un’azione a lungo termine che diminuisce l’appetito e sopprime l’assunzione di cibo. La grelina è rilasciata in primo luogo nello stomaco ed è un ormone ad azione rapida che aumentando l’appetito gioca un ruolo importante ad inizio pasto. La grelina può essere antagonista nel sistema di insulina e non vi è una correlazione negativa tra gravità della psoriasi e il livello di grelina.
Vi è poi una relazione tra leptina, obesità e psoriasi. Ma ci sono dati contrastanti per quanto riguarda i livelli di leptina nella psoriasi, notevolmente diminuiti o superiori. Ma, un argomento che dimostra il legame molecolare leptinico tra psoriasi e comorbidità metaboliche è rappresentato dai maggiori livelli sierici di leptina nei pazienti psoriasici in sovrappeso o obesi.

Infine, sia la psoriasi sia l’obesità sono fortemente associate con la resistenza all’insulina, mostrando percorsi pro-infiammatori comuni coinvolti. Ridurre l’obesità cronica abbassando anche i livelli di infiammazione potrebbe migliorare la sensibilità all’insulina e livelli di leptina.

Perché tenere conto degli ormoni nella psoriasi?

Anche se gli ormoni sessuali e prolattina sono quelli maggiormente coinvolti implicati nella patogenesi della psoriasi e nell’influenza che hanno sulle manifestazioni cliniche, ci sono molti altri meccanismi ormonali che possono influenzare l’evoluzione della psoriasi. Motivo per cui in pazienti con psoriasi dovrebbe essere eseguita una valutazione ormonale, per individuare, diagnosticare e trattare correttamente quelle patologie che possono essere correlate con esacerbazioni della psoriasi.

Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

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