Psoriasi, cuore e psiche: una complessa relazione

Psoriasi e psiche: facciamo il punto

L’impatto fisico, emotivo e sociale della psoriasi sulla qualità della vita è simile e talvolta anche peggiore di quello osservato nei pazienti con malattia ischemica cardiaca, cancro, artrite e diabete mellito.
Stando ai risultati di alcune ricerche precedenti, la psoriasi è sicuramente associata a bassa autostima e alla prevalenza di ansia e disturbi depressivi. Inoltre, una buona percentuale di pazienti con psoriasi ha preso in considerazione la possibilità di suicidio. I dati disponibili mostrano anche come la depressione e l’ansia siano condizioni che si riscontrano principalmente nelle donne con problemi in famiglia. La maggior parte delle pubblicazioni disponibili, infine, sottolinea una più alta prevalenza di depressione nei uomini e nei pazienti con insorgenza tardiva della malattia.

Ulteriori ricerche confermano come fino al 60 per cento dei pazienti con psoriasi riporta sintomi psichiatrici significativi (come, ad esempio, la depressione) e può ricevere una diagnosi in ambito psichiatrico.
La prevalenza della depressione in pazienti con psoriasi da moderata a grave è circa del 24 per cento, al confronto con il 6,7 per cento che si riscontra nella popolazione generale.
I pazienti con psoriasi mostrano un incremento del rischio di depressione del 39 per cento, di ansia del 31 per cento e un incremento del rischio di suicidio del 44 per cento. Nel caso di psoriasi grave il rischio di depressione arriva al 72 per cento. Inoltre, le donne con depressione mostrano un rischio più elevato di psoriasi. Infine, è stato documentato che le persone con psoriasi hanno il doppio delle probabilità di pensare al suicidio rispetto alla popolazione generale o con altre patologie croniche.  La psoriasi è anche associata con disturbi da stress e disturbi del comportamento, incluso il disturbo post-traumatico da stress. La psoriasi con esordio prima dei 40 anni, infine, può influenzare negativamente la capacità del paziente di far fronte allo stress.
Oltre al disagio che ogni paziente prova, nel farsi carico dei sintomi psicologici, c’è da sottolineare che lo stato di salute mentale di un paziente può interferire con la sua capacità di aderire e rispondere alle terapie e che il controllo dei sintomi della malattia è in genere associato a un miglioramento dei sintomi psicologici.

Sono molti i dati che mostrano quanto sia importante per i medici, dermatologi, porre attenzione anche all’eventuale presenza di sintomi di depressione, ansia e pensieri suicidi nella relazione con un paziente affetto da  psoriasi.

Psoriasi e psiche: una nuova ricerca

Il pregio di un recente studio trasversale a livello nazionale, che ha incluso più di 12.000 pazienti, è di aver mostrato come una storia di psoriasi risulti associata in modo indipendente con il rischio di depressione.
Spieghiamo meglio… Roger S. Ho, del Dipartimento di Dermatologia della NYU School of Medicine, ha presentato i dati della ricerca in occasione del Summer Academy Meeting dell’American Academy of Dermatology che si è tenuto dal 19 al 23 agosto a New York. Il dottor Ho ha sottolineato quanto sia importante individuare la depressione tra i pazienti con psoriasi, qualora presente, soprattutto perché spesso questo disturbo della sfera psichica si associa ad una diminuzione della qualità della vita, parallelamente ad un aumento della mortalità per tutte le cause.
Ha, inoltre, precisato come non siano stati adeguatamente chiariti i fattori di rischio riconoscibili per la depressione nelle persone affette da psoriasi: sia la depressione sia la psoriasi sono associate alla malattia cardiovascolare. Una storia di malattia cardiovascolare, di conseguenza, potrebbe rendere più confuso e meno comprensibile il rapporto tra la psoriasi e la depressione. Ed è proprio questa complessa relazione tra la psoriasi, la malattia cardiovascolare e la depressione a non essere mai stata esplorata fino in fondo.

Il dottor Ho ha osservato la depressione in prima persona nei suoi pazienti, in particolare lo ha colpito un paziente affetto da un grave forma di psoriasi che era anche un chiaro caso di depressione. “Dopo quell’esperienza,” dice, “più guardavo quel paziente più vedevo sintomi di depressione in altri miei pazienti con psoriasi.”

L’aspetto interessante di questi dati è di aver studiato la relazione tra la psoriasi e la depressione, in una coorte di pazienti rappresentativa della popolazione americana generale, dopo l’aggiustamento per molteplici fattori di rischio cardiovascolare. Per la prima volta ci si è posti l’obiettivo di esaminare l’associazione tra psoriasi e depressione cercando di tenere conto dei fatti confondenti dovuti ad altre malattie, come ad esempio la malattia cardiovascolare.

A tale scopo sono stati utilizzati i dati del National Health and Nutrition Examination Study (NHANES), un’indagine trasversale che si è avvalsa di vari strumenti: questionari, esami fisici e dati di laboratorio.
I questionari esaminati sono stati compilati e raccolti a partire dal 2009 fino al 2012. Questi hanno incluso domande specifiche sulla storia di psoriasi e uno strumento di screening per la depressione. La ricerca ha riguardato soggetti adulti (di età ≥18 anni) che hanno risposto a domande riguardanti la storia di malattia psoriasica. Infine, la storia clinica di psoriasi è stata inquadrata in base alla risposta dei pazienti alla domanda: “le è mai stato detto da un medico di avere la psoriasi?”. Ad un sottogruppo di pazienti con psoriasi è stato poi chiesto di valutare anche l’entità delle lesioni psoriasiche su scala 1-4.

Psoriasi e psiche: i dati della ricerca

Lo screening per la depressione era composto da nove domande dal Patient Health Questionnaire (PHQ)-9, uno strumento standard di valutazione della depressione: circa il 16,5 per cento dei pazienti affetti da psoriasi inclusi dalla ricerca rispondeva ai criteri che deponevano per una diagnosi di depressione maggiore, e più in generale le probabilità di avere depressione maggiore è stata del doppio tra i pazienti affetti da psoriasi.
L’associazione tra le due condizioni è rimasta significativa anche quando i ricercatori hanno preso in considerazione ed escluso ad altri fattori di rischio, tra cui età, sesso, razza, indice di massa corporea, attività fisica, storia di uso di alcol e fumo, e la presenza di altre condizioni, come infarto miocardico, ictus e diabete mellito.
Inizialmente i ricercatori avevano previsto che il rischio di depressione del paziente potesse essere collegato alla gravità della loro psoriasi, ma la ricerca non ha verificato questa ipotesi: “Sembra che in realtà dipenda dalla percezione dei pazienti di se stessi, piuttosto che dalla portata della loro psoriasi”.

Dall’analisi dei dati è emerso che i partecipanti allo studio con psoriasi mostravano un rischio relativo di avere depressione, vale a dire una probabilità di soffrire di questo disturbo, maggiore di 2,09 volte. La depressione non è risultata associata con la gravità della psoriasi auto-riportata. E, seppure una storia di eventi cardiovascolari sia risultata associata alla depressione, la stessa non ha modificato il rischio di depressione nei pazienti con psoriasi. È stato dunque possibile arrivare alla conclusione che tutti i pazienti con psoriasi, indipendentemente dalla gravità, sono a rischio di depressione e possono per tanto beneficiare di uno screening attento per la presenza di questo disturbo.

Psoriasi e psiche: cosa possiamo concludere?

“Lo studio ha dimostrato che i pazienti con psoriasi hanno più del doppio delle probabilità di avere depressione maggiore rispetto ai pazienti senza malattia, anche dopo aver aggiustato i dati per la presenza di malattie croniche come il diabete e le malattie cardiovascolari, che possono a loro volta essere associati in maniera indipendente con la depressione”, ha aggiunto il dottor Ho. “Penso che la maggior parte di noi non sia sorpresa dai risultati che sono piuttosto intuitivi: la psoriasi è una malattia che si vede ed i pazienti hanno paura di essere stigmatizzati dalle altre persone. Si preoccupano di come chi non conosca la malattia possa reagire vedendone i segni”.

Questa stretta correlazione tra la psoriasi e la depressione può essere collegata alla stigmatizzazione della psoriasi e di chi ne soffre da parte delle persone. Si tratta di una condizione ben visibile sulla pelle, soprattutto nei mesi estivi, quando più la pelle è esposta e chi non ha familiarità con la malattia potrebbe reagire negativamente di fronte alle persone che ce l’hanno.
Questa ricerca ci sembra un’occasione in più per ripetere con le parole del dottor Ho che: “Le persone devono sapere che la psoriasi non è contagiosa, quindi non c’è necessità di trattare i pazienti affetti da psoriasi diversamente da come si tratterebbero gli altri”.

Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

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