Psoriasi e dieta mediterranea: alleate nella prevenzione?

I cambiamenti nella dieta possono migliorare la mia malattia?

È questa una delle domande più frequenti poste dal paziente al proprio medico. Ma, visto l’impatto negativo che una malattia come la psoriasi può avere sulla qualità della vita, è naturale che i pazienti ricerchino consigli dietetici nel consulto con il medico.Per un paziente sapere cosa modificare nella dieta e nello stile di vita per diminuire l’impatto della malattia e le lesioni sulla pelle è un bisogno informativo importante, probabilmente perché modificare la dieta è uno di quei cambiamenti possibili che può gestire in autonomia.

Detto questo, la risposta a quella semplice domanda non è ancora definitiva. Infatti, nonostante continuino ad aumentare le evidenze che danno all’alimentazione un ruolo importante nella gestione della malattia come strumento di supporto alla terapia, non esistono linee guida nazionali o internazionali che raccomandino una dieta adeguata per tali pazienti. Sicuramente l’aumento della consapevolezza che la psoriasi sia associata a malattie cardiovascolari e la sindrome metabolica dice che per i pazienti cercare di migliorare la dieta significa sicuramente prevenire queste patologie più frequentemente associate alla psoriasi.

Dieta mediterranea e psoriasi: a che punto è la ricerca?

La dieta mediterranea è un modello di alimentazione sana, associata ad un rischio ridotto per patologie metaboliche, cardiovascolari e oncologiche, che sembra capace di fornire una protezione dalle malattie degenerative croniche. Una delle ipotesi più accreditate di questa associazione è che l’alto contenuto di composti come gli antiossidanti e i polifenoli – largamente presenti in alimenti tipicamente mediterranei, come verdura, frutta e vino rosso – abbia proprietà antinfiammatorie. In particolare, l’assunzione di acidi grassi monoinsaturi, la cui fonte principale è rappresentata dall’olio extravergine di oliva sembra essere associata ad una minore prevalenza fattori di rischio per le principali malattie infiammatorie croniche.

A queste evidenze si aggiunge la considerazione di come l’obesità sia un importante fattore di rischio per la psoriasi. In realtà, tra queste due condizioni il rapporto sembra essere bidirezionale: l’obesità predispone di più alla psoriasi e la psoriasi favorisce l’obesità. Non mancano di fatto gli studi che abbiamo esplorato l’associazione tra obesità e psoriasi da cui emerge che:

  • Il rischio di sviluppare psoriasi in una situazione di obesità è stato riscontrato doppio rispetto ai soggetti normopeso.
  • Per ogni incremento di unità dell’indice di massa corporea (IMC) è stato misurato un rischio maggiore del 9% per l’insorgenza di psoriasi e un rischio aumentato del 7% al crescere dell’Indice di Area e Severità della Psoriasi (PASI), metodo standard per valutare misurare la gravità della malattia.
  • Una ulteriore prova di un legame tra l’obesità, l’infiammazione e le malattie cardiovascolari nei pazienti con psoriasi è fornito da numerosi studi che riportano una correlazione tra il punteggio PASI e l’aumento dei livelli della proteina C-reattiva (CRP), una proteina significativamente associata con l’obesità, che rappresenta il marcatore più sensibile di infiammazione e di rischio indipendente per la malattia cardiovascolare.
  • Altri studi hanno evidenziato una stretta associazione tra circonferenza della vita e psoriasi, dal momento che la produzione di citochine infiammatorie coinvolta nell’obesità viscerale mostra un collegamento con i complessi meccanismi che portano alla esacerbazione della psoriasi.
  • Pochi studi hanno valutato la composizione corporea in pazienti psoriasici. In questa direzione, l’analisi di impedenzabioelettrica o bioimpedenza (BIA) è un metodo semplice, sicuro, poco costoso e non invasivo per valutare la composizione corporea.

 Psoriasi e dieta mediterranea: i dati dello studio italiano

Sulla scia di questi dati disponibili, la ricerca portata avanti dal Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia dell’Università Federico II di Napoli ha voluto indagare il rapporto tra aderenza alla dieta mediterranea (utilizzando il questionario PREDIMED – prevenzione con la Dieta Mediterranea), la composizione corporea calcolata tramite BIA e la gravità della psoriasi (valutata dal punteggio PASI e dai livelli di proteina c-reattiva) in un gruppo di pazienti con psoriasi.Lo studio osservazionale trasversale caso-controllo ha coinvolto 62 pazienti (49 maschi e 13 femmine, età media: 50.2 ± 10.5 anni) affetti da psoriasi da lieve a grave; il gruppo di controllo 62 soggetti sani confrontabili per età e indice di massa corporea.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle immuno-mediata. Oltre alla pelle, la psoriasi è associata con uno stato infiammatorio sistemico che si correla ad altri problemi di salute, quali l’obesità, le malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2. Sebbene le cause della psoriasi non siano pienamente comprese, sono noti ormai un certo numero di fattori di rischio, tra cui la storia familiare e i fattori di rischio ambientali, come la dieta, il fumo, lo stress, l’obesità, e il consumo di alcol.

La dieta mediterranea è caratterizzata da un elevato apporto di frutta e verdura, legumi, cereali, pesce e frutti di maree frutta secca; inoltre, parallelamente vi è un basso apporto di latticini, carne e prodotti a base di carne, e un consumo moderato di etanolo, principalmente sotto forma di vino e durante i pasti. L’olio extra vergine di oliva è la principale fonte di lipidi aggiunta.

L’aderenza alla dieta mediterranea è stata valutata dallo studio semplicemente utilizzando un breve questionario di 14 elementi (PREDIMED), meno impegnativo da compilare e meno costoso, per favorire una migliore collaborazione da parte dei partecipanti allo studio rispetto ai questionari alimentari classici. Inoltre, il questionario ha permesso di fornire un feedback al partecipante subito dopo aver completato l’intervista. I dati sono stati analizzati riportando l’associazione specifica di ciascuno dei 14 elementi inclusi nel punteggio PREDIMED con i livelli di proteina c-reattiva e il punteggio PASI. In particolare, questi due valori erano entrambi correlati non solo con il punteggio del questionario PREDIMED, ma anche con il consumo di alcuni cibi come olio extra vergine di oliva, verdura, frutta, legumi, pesce e noci, e con quello di carne rossa.

Psoriasi e dieta mediterranea: il ruolo dell’olio extra vergine di oliva

Dai dati specifici sui componenti alimentari, il consumo di olio extra vergine di oliva e di pesce sono risultati predittori indipendenti per il punteggio PASI e i livelli di proteina c-reattiva, rispettivamente.Il consumo di olio extra vergine di oliva resta uno dei componenti cardine della dieta mediterranea, rappresentandone pienamente lo spirito e la cultura. L’apporto nutrizionale di questo alimento e il suo ruolo di alleato della salute sono stati dimostrati da molti studi scientifici: è ricco di antiossidanti (vitamina E, acido oleico, polifenoli) e di sostanze con proprietà antinfiammatorie (come l’oleocantale), apporta acidi grassi essenziali, che l’organismo non può sintetizzare da solo, ed è un supporto ideale per le vitamine liposolubili A, D, E, K. Le proprietà organolettiche e antinfiammatorie dell’oleocantale hanno portato i ricercatori a chiedersi se il consumo lungo termine di olio extra vergine di oliva, contenente questo elemento, potesse contribuire a ridurre significativamente lo sviluppo e/o la progressione di malattie infiammatorie croniche e ad aumentare la risposta alle terapie biologiche.

Impatto della dieta mediterranea sulla gravità della malattia: conferme e novità

A conferma di quanto recentemente riportato in letteratura, è emerso che i pazienti con psoriasi mostrano una differenza significativa nella composizione corporea, misurata tramite BIA, una metodica che valuta anche qualitativamente composizione corporea (tenendo conto di massa grassa, massa magra, acqua totale), anche rispetto al gruppo di controllo con IMC confrontabile. L’obesità addominale, misurata dai valori di circonferenza della vita, e l’IMC sono correlati alla psoriasi e, a parità di condizioni, i pazienti con la malattia mostrano valori più bassi nel rapporto tra quantità totale di acqua e peso corporeo, una maggiore quantità di adiposità e una massa muscolare inferiore rispetto ai soggetti obesi senza psoriasi.

La grande novità che emerge da questo studio è l’associazione tra la gravità della psoriasi e il grado di aderenza alla dieta mediterranea. In particolare, i risultati dello studio mostrano che una percentuale più alta di pazienti con psoriasi mostra una bassa aderenza alla dieta mediterranea rispetto al gruppo di controllo (omogeneo per età, sesso e indice di massa corporea (IMC). Nel dettaglio: chi ha la psoriasi consuma meno olio di extra vergine di oliva, frutta, pesce e noci, mentre mangia più carne rossa rispetto al gruppo di controllo.

Psoriasi e dieta mediterranea: in pratica

Molti studi hanno dato prova del rapporto tra dieta e nutrizione e psoriasi, ponendo l’attenzione soprattutto sui singoli nutrienti (ad esempio, olio di pesce, omega 3, vitamina B12, vitamina D, vitamina A, selenio, inositolo, zinco e antiossidanti) o sui gruppi di alimenti (ad esempio, frutta, verdura e pesce). Tuttavia, la dieta, intesa come stile alimentare di una persona, resta una complessa combinazione di alimenti provenienti da vari gruppi e nutrienti, per questo è difficile separare l’effetto di un singolo gruppo nutritivo o cibo da quella degli altri quando si ragiona al di fuori di uno studio e si considera la vita reale delle persone. Ed è solo entrando nello specifico dello stile alimentare di una persona che si può provare ad individuare un metodo che è possibile mettere in pratica

Guadando l’associazione tra la dieta mediterranea e la gravità della psoriasi, si evidenziano alcuni punti chiave.

  1. I possibili effetti benefici degli interventi nutrizionali che promuovano un modello di cucina mediterranea ricca di olio extravergine di oliva, frutta, verdura, pesce, pollo e cereali integrali, sembrano porsi come possibilità di trattamento adiuvante economico e sicuro per i pazienti con psoriasi.
  2. La quantità di massa grassa resta il principale predittore della gravità della psoriasi. Da qui il suggerire l’utilità di un’attenta valutazione della composizione corporea nella valutazione dei pazienti psoriasici di entrambi i sessi.
  3. Il nutrizionisti potrebbero avere un ruolo di fondamentale importanza nella valutazione e nella gestione dei pazienti psoriasici.

Nella consapevolezza dei limiti di questa ricerca, in particolare la dimensione ridotta del campione e l’utilizzo della sola BIA nel calcolare la massa grassa, sono sicuramente necessarie ulteriori ricerche su un numero più esteso di pazienti che servano a chiarire il ruolo che possono svolgere i singoli nutrienti che compongono la dieta sulla gravità della psoriasi, con una particolare attenzione alle naturali proprietà antinfiammatorie dell’oleocantale che sembrano avere un ruolo cruciale in questa ricerca.

Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

Fonte: Barrea L, Balato N, Di Somma Cet al. Nutrition and psoriasis: is there any association between the severity of the disease and adherence to the Mediterranean diet? Journal of Translational Medicine 2015, 13:18 doi:10.1186/s12967-014-0372-1

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