Psoriasi in gravidanza: cosa succede?

Se la psoriasi migliora in gravidanza

Premettendo che nella maggior parte dei casi la psoriasi non causa problematiche a livello di funzionalità riproduttiva, se non per il fatto che la presenza di una patologia autoimmune può essere alla base di un’insufficienza ovarica prematura, le donne spesso temono che la gravidanza possa influire negativamente sullo stato della loro malattia, aggravandone la sintomatologia. In realtà è generalmente vero il contrario anche se in effetti non esiste un trend omogeneo in tal senso. 
Uno studio statunitense condotto su 248 donne affette da psoriasi, ad esempio, ha evidenziato come nel 30-40% dei casi le donne riscontrassero un miglioramento della malattia durante la gestazione, nel 20% soffrissero un peggioramento e, infine, nel restante dei casi, non sperimentassero variazioni significative.

Un’ulteriore ricerca promossa su 180 pazienti, ha invece dimostrato un miglioramento nel 67% della popolazione osservata, un peggioramento nell’11% e nessun mutamento nella malattia nel 22% dei casi.
Sebbene alcuni autori abbiano indagato l’argomento non esistono ancora dati concreti sul rapporto intercorrente tra fluttuazioni ormonali tipiche della vita fertile (e della gravidanza) ed esacerbazioni o remissioni della psoriasi. Ovviamente sono molti i fattori da valutare, ma non si può non prendere in considerazione il benefico influsso esercitato da alcun ormoni.

E’ noto, ad esempio, che nei soggetti affetti da psoriasi i livelli di cortisolo, coinvolto nel potenziamento delle difese immunitarie e con una spiccata azione anti-infiammatoria, sono molto bassi. Durante la gravidanza, invece, l’organismo produce una maggiore quantità di questo ormone e proprio tale temporaneo innalzamento potrebbe agire sulla psoriasi, riducendone i sintomi. Anche estrogeni e progesterone sembrano esercitare un ruolo di mediazione nelle reazioni autoimmuni e contribuirebbero a mitigarle.

Mio figlio avrà la psoriasi?

Una delle principali preoccupazioni delle donne affette da psoriasi è quella di poter trasmettere la malattia ai propri figli.

Statisticamente:

  • se uno dei genitori ha la psoriasi, la probabilità che il loro bambino sviluppi la psoriasi è di circa il 25%;
  • se entrambi i genitori hanno la psoriasi, il rischio sale al 60-75%.
  • Sebbene la psoriasi sia caratterizzata da un’importante componente genetica bisogna tuttavia ricordare il ruolo svolto da alcuni fattori ambientali quali infezioni, traumi della pelle o forti stress emozionali  che possono agire come “attivatori” in un soggetto già predisposto.

In questo senso è bene tenere presente che ci sono cose che dipendono da noi e altre no. La predisposizione genetica non dipende da noi. Forse in futuro i progressi della scienza genetica ci permetteranno di agire anche in questa direzione ma, per il momento, ciò che possiamo fare è prestare attenzione al contesto, adoperando tutte le cure necessarie e utili al bambino per ridurre al minimo i fattori di rischio sia durante, sia dopo la gravidanza.

Trattamenti farmacologici, sempre vietati?

Allo stato attuale non è possibile definire regole di comportamento certe per tutti i tipi di farmaci per cui, in linea di massima, l’uso di antipsoriasici in gravidanza è sconsigliato. In generale durante la gestazione andrebbero evitate tutte le terapie assunte per via sistemica (metrotexate, retinoidi orali, etc.), limitandosi all’utilizzo di alcuni trattamenti topici (decisamente controindicato  però il tazarotene) o della fototerapia UVB.

Comunque, nel caso si decida di intraprendere una gravidanza, è necessario consultare lo specialista che valuterà il singolo caso decidendo, di volta in volta, se i benefici derivanti dall’assunzione di un farmaco siano superiori agli eventuali rischi.
Spesso, inoltre, non si è a conoscenza del fatto che anche gli uomini dovrebbero prestare attenzione alle terapie che stanno effettuando in quanto alcuni farmaci possono avere effetti negativi sulla fertilità e, in alcuni casi, provocare danni al feto.

Particolare cautela, infine, va impiegata durante l’allattamento in quanto i trattamenti sistemici sono in grado di passare nel latte materno.  Infine, alcune terapie topiche, se utilizzate su ampie superfici, possono essere assorbite a livello sistemico e presentare, quindi, le stesse controindicazioni. Se ad essere colpita da psoriasi è la zona dei capezzoli la parte dovrebbe essere trattata con creme emollienti. In ogni caso, la presenza di lesioni in quest’area non crea rischi per il bambino.

Dott.ssa Stefania Mengoni, Scientific Editor

Fonte: Review of treatment options for psoriasis in pregnant or lactating women: from the Medical Board of the National Psoriasis Foundation.J Am Acad Dermatol. 2012 ;67(3):459-77. Bae YS, Van Voorhees AS, Hsu S,

Print Friendly, PDF & Email

TAGS

0 COMMENTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Importante: nei commenti non è possibile usare i nomi commerciali dei farmaci in uso. Sarà cura della redazione sostituire il nome commerciale con la classe terapeutica prima della pubblicazione.

L'ESPERTO RISPONDE

PER CONTRASTARE IL DIABETE, COSI COME LA PSORIASI, AIUTANO PICCOLI MA IMPORTANTI CAMBIAMENTI NELLO STILE DI VITA.

HAI UNA DOMANDA?

SCRIVI DIRETTAMENTE AI NOSTRI ESPERTI

SCRIVI ORA >>