Una dieta per la psoriasi e per il pianeta

La miglior dieta per la psoriasi è ipocalorica, di tipo mediterraneo, vegetariana, ricca di polifenoli, beta carotene e omega 3. Questo è il regime alimentare consigliato a chi soffre di psoriasi, ma è anche la conclusione cui è giunta una commissione di oltre trenta esperti provenienti da ogni parte del mondo, chiamati a redigere una “Planetary Health Diet”.

Il documento è stato pubblicato sulla rivista Lancet, che ha istituito la EAT- Lancet Commission on Food, Planet, Health allo scopo di individuare le linee guida alimentari finalizzate alla salvaguardia del nostro ecosistema e al benessere umano: una dieta per la salute del pianeta.

Le problematiche riguardanti l’alimentazione su scala mondiale

Gli esperti chiamati a redigere questo complesso dossier hanno valutato i diversi aspetti dell’attuale regime di produzione alimentare su scala mondiale: dalla disomogenea disponibilità di cibo nelle diverse zone del globo alla qualità nutritiva degli alimenti industriali, fino agli effetti inquinanti della sua produzione. “Il ruolo svolto dal sistema alimentare, pur non indifferente, è stato invece sostanzialmente ignorato, finora”, spiega Francesco Branca, direttore del dipartimento di nutrizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e membro della commissione creata da Lancet.

Basti pensare che, mentre in alcuni paesi l’obesità costituisce una vera e propria emergenza sanitaria, in altre parti del mondo c’è chi muore per carenza di cibo e acqua: quasi 3 miliardi di persone soffrono di malnutrizione, ma si contano anche più di undicimila morti l’anno causate dalle malattie conseguenti ad un’alimentazione eccessiva e di scarsa qualità. E a queste si potrebbe aggiungere il conteggio dei morti per inquinamento.

L’indiscriminata produzione di cibo nei paesi industrializzati, di fatto, non è solo fonte di patologie legate al peso e alla circolazione cardiovascolare, ma detiene un ruolo da non sottovalutare per quanto riguarda l’inquinamento del suolo, la produzione di rifiuti, lo spreco alimentare, l’utilizzo di agenti chimici nocivi e il consumo eccessivo di acqua, con le relative conseguenze anche sul clima. Inoltre, il cibo industriale risulta di scarsa qualità nutritiva e talvolta addirittura pericoloso per il nostro organismo.

La situazione è critica ed è necessario intervenire con la massima urgenza, anche perché si calcola che nel 2030 la terra ospiterà più di 10 miliardi di esseri umani. Come si potrà offrire una adeguata nutrizione a tutti e contemporaneamente salvare il pianeta?

Una dieta sostenibile e salutare

La commissione ha cercato di fornire indicazioni precise e accessibili: la chiave di tutto sta nel comprendere che la dieta più sostenibile per il pianeta è anche la più salutare per l’essere umano. Si tratta infatti di una dieta ipocalorica, in cui predominano alimenti vegetali prodotti con criteri ecocompatibili, una sostanziale riduzione del consumo (e quindi della produzione) di carne e di latte, un consumo giornaliero di fibre e cereali integrali.

Le quantità indicate raggiungono il mezzo chilo giornaliero di frutta e verdura, condimenti a base di olio extravergine di oliva e spezie, un consumo massimo di 100 grammi alla settimana di carne rossa e 200 grammi di carne bianca, non più di 250 grammi al giorno di latte e derivati. Raccomandata l’assunzione di legumi, riso, grano e mais, il cui apporto calorico e di fibre è essenziale per una dieta equilibrata.

Questa dieta non è utile solo al pianeta, ma potrebbe ridurre drasticamente le morti dovute a obesità e malattie cardiovascolari, nonché ridurre notevolmente la spesa sanitaria per le patologie connesse all’alimentazione.

La dieta per chi soffre di psoriasi

Anche chi soffre di psoriasi, come viene indicato esplicitamente nel report della commissione di Lancet, otterrà benefici sostanziali dall’adozione di questo schema alimentare etico ed ecologico, in grado di ridurre il peso e l’infiammazione. Si tratta infatti di una dieta ipocalorica, ricca di antiossidanti e antinfiammatori, priva di alcol e povera di grassi e zuccheri. L’adeguato apporto di frutta e verdura, oltre a garantire un corretto introito di vitamine e sali minerali, favorisce l’idratazione cutanea ed aumenta il senso di sazietà, che aiuta la riduzione dello stress.

Anche la National Psoriasis Foundation (NPF) lo scorso anno ha portato avanti una attenta revisione dei dati che in letteratura hanno analizzato la relazione tra cibo e psoriasi, per poi produrre un documento pubblicato sulla rivista JAMA Dermatology con le raccomandazioni dietetiche per le persone che soffrono di psoriasi. La revisione si basa sui dati di oltre 4.500 persone che vivono con la psoriasi provenienti da 55 studi. Fornisce il quadro più completo sulle prove scientifiche che sanciscono quali cibi e integratori influenzino in modo significativo la gravità della malattia. Tuttavia, sottolineano gli stessi medici, il ruolo primario della dieta è quello di aiutare a mitigare i sintomi della malattia in alcuni pazienti e non quello di curare la malattia.

Psoriasi e dieta ipocalorica

Dalla revisione è emerso che la riduzione del peso attraverso l’adozione di una dieta ipocalorica in pazienti obesi e in sovrappeso con malattia psoriasica apporta i miglioramenti significativi nella gestione della malattia.
Il legame tra peso e gravità dei sintomi nei pazienti con psoriasi è ben documentato in letteratura. In parte a causa del ruolo pro-infiammatorio del grasso corporeo, infatti le persone in sovrappeso o obese affrontano una serie di problemi nel cercare di gestire la loro malattia che vanno dai sintomi più gravi alla riduzione della risposta al trattamento. La revisione raccomanda la perdita di peso, attraverso una dieta ipocalorica, per mitigare questi rischi: tale perdita dovrà essere determinata esclusivamente dal consumo di un minor numero di calorie, piuttosto che dall’esercizio fisico, dalla chirurgia o dal cambiamento delle porzioni di nutrienti, come i carboidrati. In questa direzione, il conteggio delle calorie può aiutare e sono diverse le app che possono facilitare il monitoraggio dell’introito calorico quotidiano.

Psoriasi e dieta mediterranea

La dieta mediterranea è una dieta ricca di frutta e verdura, legumi, cereali integrali, pesce e frutti di mare e frutta secca; nello stesso tempo è una dieta con un più basso apporto di latticini e carne rossa e prevede un consumo moderato di vino durante i pasti. L’olio extra vergine di oliva è la principale fonte di grassi aggiunta. La dieta mediterranea è senza dubbio un modello di alimentazione sana, che si associa ad un abbassamento del rischio per patologie metaboliche, cardiovascolari e oncologiche, e che sembra fornire una protezione dalle malattie degenerative croniche. Una delle ipotesi più accreditate di questa associazione positiva è che l’alto contenuto di composti come gli antiossidanti e i polifenoli – largamente presenti in alimenti tipicamente mediterranei, come verdura, frutta e vino rosso – abbia proprietà antinfiammatorie. In particolare, l’assunzione di acidi grassi monoinsaturi, la cui fonte principale è rappresentata dall’olio extravergine di oliva, sembra essere associata ad una minore prevalenza fattori di rischio per le principali malattie infiammatorie croniche, come la psoriasi.

Ulteriori ricerche hanno poi mostrato come i pazienti con psoriasi grave abbiamo mostrato livelli di aderenza alla dieta mediterranea più bassi, a supporto dell’ipotesi che la dieta mediterranea possa rallentare la progressione della psoriasi.

Psoriasi e dieta antinfiammatoria

Si legge sulle pagine della NPF che alcuni nutrizionisti e alcuni medici raccomandano di mangiare alcuni cibi piuttosto che altri, per ridurre l’infiammazione associata alla psoriasi e all’artrite psoriasica. Sebbene non vi siano molte ricerche specifiche sul fatto che le diete antinfiammatorie funzionino, molte delle raccomandazioni sui cibi da scegliere sono quelle che definiscono una dieta sana per il cuore e sono indicazioni che possono essere seguite per mantenere un buono stato di salute generale. Per esempio:

  • Mangiare più frutta e verdura
  • Evitare la maggior parte dei grassi saturi e trans
  • Mangiare meno carboidrati raffinati come pasta e riso bianco
  • Mangiare proteine magre come quelle del pollo senza pelle, riducendo la carne rossa e i latticini
  • Evitare cibi raffinati e lavorati

Psoriasi e dieta priva di glutine

Le diete prive di glutine, originariamente destinate alle persone con malattia celiaca o alla sensibilità al glutine, hanno avuto grande diffusione negli ultimi anni. Gli studi epidemiologici e clinici suggeriscono che esiste un’associazione tra psoriasi, celiachia e marker di celiachia. Ed esistono prove preliminari che suggeriscono che una dieta priva di glutine possa essere di beneficio per alcuni pazienti affetti da psoriasi, eppure gli autori del documento raccomandano queste diete solo per le persone che affrontano sia la celiachia sia la psoriasi. Eliminare il glutine dall’alimentazione non sembra essere una scelta indicata per chi non sia risultato positivo ai marcatori per la sensibilità al glutine. Tuttavia, i medici potrebbero indagare l’eventuale presenza di celiachia nei loro pazienti con psoriasi, chiedendo ai loro pazienti se affrontano sintomi che possano far pensare alla celiachia, tra cui diarrea, flatulenza, affaticamento e anamnesi da carenza di ferro. La presenza di sintomi positivi dovrebbe indurre i medici a testare gli anticorpi IgA EMA o IgA tTG, considerando che risultati anticorpali positivi suggeriscono il potenziale beneficio di una dieta priva di glutine.

Psoriasi e integratori alimentari

Data la mancanza di prove di qualità per altri integratori, come il selenio, l’olio di pesce e la vitamina B12, il documento non li consiglia per i pazienti affetti da psoriasi. Fa eccezione la vitamina D, ad uso topico, che è utilizzata nel trattamento della psoriasi, ma non ci sono prove di alta qualità a sostegno del ruolo di assunzione orale di vitamina D per migliorare la psoriasi, motivo per cui gli autori non ne raccomandano l’uso, per la prevenzione o il trattamento della malattia, negli adulti con livelli normali di vitamina D.

 

Fonti

The EAT-Lancet Commission on Food, Planet, Health. https://eatforum.org/eat-lancet-commission/

Tamara Lucas, Richard Horton : The 21st-century great food transformation. Lancet 2019; 393 (10170): 386-387 DOI: https://doi.org/10.1016/S0140-6736(18)33179-9

Ford AR, Siegel M, Bagel J, et al. Dietary Recommendations for Adults With Psoriasis or Psoriatic Arthritis From the Medical Board of the National Psoriasis Foundation: A Systematic Review. JAMA Dermatol. 2018 Aug 1;154(8):934-950. doi: 10.1001/jamadermatol.2018.1412. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29926091

National Psoriasi Foundation. Nutrition and psoriatic disease https://www.psoriasis.org/advance/nutrition-and-psoriatic-disease

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Barrea L, Balato N, Di Somma C, et al. Nutrition and psoriasis: is there any association between the severity of the disease and adherence to the Mediterranean diet? J Transl Med. 2015; 13: 18. doi: 10.1186/s12967-014-0372-1 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4316654/

Bhatia BK, Millsop JW, Debbaneh M, et al. Diet and Psoriasis: Part 2. Celiac Disease and Role of a Gluten-Free Diet. J Am Acad Dermatol 2014; 71(2): 350–358. doi: 10.1016/j.jaad.2014.03.017 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4104239/

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