Diagnosi e cure

 

L’IMPORTANZA DI UNA DIAGNOSI PRECOCE

Riconoscere presto la presenza della malattia vuol dire individuare la terapia più efficace e agire in modo tempestivo sulle cause per prevenire (o rallentare) la progressione verso un’infiammazione dell’articolazione, che può causare danni permanenti, dolore e disabilità.

La prevalenza della malattia è sottostimata nella popolazione generale.
Non esiste un test specifico per la diagnosi dell’artrite psoriasica, ma diversi step consecutivi che costituiscono un percorso diagnostico ottimale. La malattia ha un esordio lento e delle manifestazioni cliniche molto diverse da persona a persona, che possono essere facilmente confuse con i sintomi di altre forme di artrite di natura infiammatoria, come ad esempio l’artrite reumatoide.

Step 1.

L’osservazione clinica è sicuramente lo strumento imprescindibile nel procedere alla diagnosi: la presenza di psoriasi, insieme a segni di artrite, come gonfiore e dolore a mani e piedi o alle articolazioni.
Anche l’anamnesi familiare ha un ruolo cruciale nella diagnosi: la presenza di psoriasi va accertata nei pazienti ma anche nei familiari di primo grado.

Step 2.

I sintomi della artrite psoriasica possono essere simili ad altre forme di artrite di natura infiammatoria, di conseguenza, per procedere ad una corretta diagnosi differenziale può essere utile effettuare:

  1. esami di laboratorio che servono a escludere che si tratti di altre forme di artrite, come ad esempio l’artrite reumatoide.
  2. un’ecografia che anche nella fase precoce della malattia serve a valutare il coinvolgimento infiammatorio delle articolazioni e dei tendini.
  3. una radiografia che, invece, può essere utile nelle fasi successive per ricercare le lesioni più evidenti, come ad esempio nei casi di patologia particolarmente aggressiva o non trattata per lungo tempo.

ARTRITE PSORIASICA: COME CURARLA

La diagnosi tempestiva dei primi segnali di artrite psoriasica può aiutare a prevenire o limitare il danno articolare che compare negli stadi avanzati della malattia.

La terapia dell’artrite psoriasica mira ad alleviare il dolore, ridurre il gonfiore e a mantenere un corretto funzionamento delle articolazioni, cercando inoltre di prevenire ulteriori danni dovuti all’infiammazione.
È generalmente consigliata dallo specialista in base alla storia clinica del singolo paziente, all’entità e gravità del coinvolgimento articolare e alla tollerabilità e risposta ai diversi tipi di farmaci.

Di solito in una prima fase si ricorre a i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS): si tratta di farmaci che non “curano” la patologia ma sono efficaci nel controllare il dolore e la rigidità articolare; agiscono rapidamente ed il loro effetto si esaurisce dopo alcune ore o comunque nell’arco della giornata, per cui bisognerebbe assumerli in maniera continuativa. I FANS devono essere prescritti dal medico che valuterà sia l’eventuale interazione con altri farmaci assunti dal paziente, sia possibili effetti collaterali.

I trattamenti più utilizzati sono quelli sistemici, efficaci sia sull’artrite che sulla psoriasi cutanea, che devono essere tuttavia attentamente “studiati” con il curante in modo da valutare con attenzione il rapporto “rischio-beneficio”.

Un’ulteriore alternativa di cura è costituita dai farmaci biologici che sono di solito prescritti per l’artrite psoriasica quando questa non ha risposto ad altri trattamenti. Come la terapia sistemica, anche la terapia biologica mira a rallentare o ad arrestare il danno articolare e la progressione dell’artrite psoriasica. I farmaci biologici sono assunti mediante iniezione endovenosa o infusione.

Oltre alla terapia farmacologica è importante anche l’attività fisica, per migliorare e mantenere la funzionalità articolare e muscolare, o la fisioterapia nel caso serva un’azione più mirata su determinate aree.


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