Curare la psoriasi e l’artrite psoriasica continuando a lavorare

Lavorare in presenza di psoriasi o artrite psoriasica può essere, o diventare, una criticità per soggetti affetti da queste patologie; tuttavia, il lavoro ricopre un ruolo fondamentale nella vita di una persona, non solo finanziariamente ma anche per trovare uno scopo, una realizzazione ed un finalità nella rete sociale.

Il lavoro aiuta a sentirsi meglio, a socializzare, a sentirsi attivi e parte di una collettività. Per la maggior parte delle persone, il lavoro svolge un ruolo importante nella definizione della propria identità, garantisce una posizione sociale e una sicurezza finanziaria.

Tuttavia, per chi soffre di psoriasi o artrite psoriasica, il lavoro può essere anche fonte di difficoltà o disagio, specialmente se si tratta di un lavoro faticoso o a contatto con il pubblico. La malattia psoriasica ha un significativo impatto psicologico sulla vita di chi ne è affetto e può interferire notevolmente anche con l’attività lavorativa.

La psoriasi può influire sull’operatività e la carriera: chi ne soffre ha più difficoltà nel presentarsi ai colloqui di lavoro, ma anche a proseguire nella carriera con la stessa produttività che aveva prima della malattia.

Chi è affetto da psoriasi si vergogna, ha paura di essere giudicato dai colleghi o dalle persone con cui viene in contatto e deve affrontare i disagi fisici che la malattia comporta.

Dati dalla ricerca scientifica documentano le difficoltà incontrate nel mondo del lavoro da questi pazienti: il 58% dei pazienti con patologia di grado moderato-severo afferma di provare disagio e vergogna a causa della propria condizione, il 42% dichiara che la psoriasi ha limitato le proprie aspettative lavorative e di carriera, il 18,5% ritiene di essere trattato diversamente dai colleghi, il 15% ha, addirittura, dovuto abbandonare o cambiare impiego, con notevoli ricadute sulla crescita professionale e sulla possibilità di guadagno.

Anche alcuni sintomi dell’artrite psoriasica, come, ad esempio, il dolore e il gonfiore alle articolazioni o la fatica che accompagna la malattia, possono rendere difficile lo svolgimento di qualsiasi lavoro sia esso in ufficio, all’aria aperta o a contatto con il pubblico. Spesso, inoltre, al dolore e alla fatica si aggiungono l’ansia e la frustrazione che non favoriscono la vita lavorativa.

Uno studio su pazienti con artrite psoriasica, pubblicato sulla rivista Clinical and Experimental Rheumatology, ha riportato che circa il 35% dei pazienti riteneva che la loro malattia avesse limitato la produttività lavorativa e circa il 14% riferiva che l’artrite psoriasica li portasse a lavorare meno ore di quanto volessero.

Curare la malattia e tornare a lavorare

I disturbi muscoloscheletrici, tra cui l’artrite psoriasica, sono una tra le principali cause di incapacità al lavoro nel mondo sviluppato. Tuttavia, non è detto che una persona affetta da psoriasi o da artrite psoriasica non possa lavorare.

Le difficoltà che un paziente incontra nella sua vita lavorativa dovrebbero essere al centro del percorso di cura, parte del dialogo medico-paziente, affinché il medico possa individuare la cura che sia maggiormente capace di restituire al paziente una qualità della vita migliore.

La letteratura scientifica abbonda di dati sui parametri da valutare per capire se la cura raccomandata al paziente stia funzionando, dai punteggi relativi all’attività della malattia, al cambiamento radiografico, fino al dolore misurato secondo una scala analogica visivo, eppure secondo i pazienti questi non bastano.

Chi soffre di una malattia reumatica di tipo infiammatorio, come l’artrite psoriasica, riporta che questi strumenti forniscono solo una fotografia parziale di come sta evolvendo la malattia. I pazienti reclamano un trattamento che consenta loro di godere di una buona qualità della vita e di partecipare a tutti gli aspetti della vita, compreso il lavoro.

È anche da queste istanze che parte un appello che si rivolge ai reumatologi e a tutta l’equipe che segue il paziente in reumatologia, perché sono loro che hanno un’importante responsabilità nel considerare la partecipazione al lavoro come un elemento centrale nella presa in carico del paziente e nella valutazione del percorso di cura.

Fa suo questo importante messaggio il documento ‘Improving Lives The Future of Work, Health and Disability’ che definisce un programma ambizioso per una migliore integrazione dei servizi sanitari e del lavoro e che pone l’accento sull’incontro con il paziente come momento cruciale per il medico per comprendere quanto la malattia stia impattando sulla capacità di lavorare, per fornire consigli, supporto e interventi che consentano ove possibile ai pazienti di rimanere produttivi.

È questa la sede in cui valutare se una cura sta funzionando, al di là dei costi, tenendo conto dell’impatto che la terapia scelta ha sulla partecipazione del paziente al lavoro.

Norina Di Blasio

Fonte

  • William Tillett Corinne de-Vries Neil J. McHugh. Work disability in psoriatic arthritis: a systematic review. Rheumatology, Volume 51, Issue 2, 1 February 2012, Pages 275- 283,https://doi.org/10.1093/rheumatology/ker216
  • Ayala F, Sampogna F, Romano GV et al. The impact of psoriasis on work-related problems: a multicenter cross-sectional survey. J Eur Acad Dermatol Venereol 2013 ; doi: 10.1111/jdv.12233
  • Improving Lives The Future of Work, Health and Disability https://www.gov.uk/government/publications/improving-lives-the-future-of-work-health-and-disability
  • Karen Walker-Bone. Why should work matter to rheumatologists? Rheumatology 2018; 57, Issue suppl 3, 1 key075.135, https://doi.org/10.1093/rheumatology/key075.135
Print Friendly
0 COMMENTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Importante: nei commenti non è possibile usare i nomi commerciali dei farmaci in uso. Sarà cura della redazione sostituire il nome commerciale con la classe terapeutica prima della pubblicazione.

L'ESPERTO RISPONDE

PER CONTRASTARE IL DIABETE, COSI COME LA PSORIASI, AIUTANO PICCOLI MA IMPORTANTI CAMBIAMENTI NELLO STILE DI VITA.

HAI UNA DOMANDA?

SCRIVI DIRETTAMENTE AI NOSTRI ESPERTI

SCRIVI ORA >>