Artrite infiammatoria: troppi reagiscono alla diagnosi facendosi del male

Esiste un legame tra l’artrite infiammatoria e lo sviluppo di gravi conseguenze per la salute mentale come la messa in atto di comportamenti autolesionisti.

L’allarme viene dal Congresso Europeo di Reumatologia (EULAR 2018) dove è stato presentato uno studio che mostra un tasso elevato di comportamenti autolesionisti tra i pazienti che soffrono di artrite infiammatoria, in particolare dopo una diagnosi di spondilite anchilosante (SA).

Le conseguenze fisiche di questa malattia includono dolore, rigidità articolare e perdita della mobilità, tutti fattori che possono avere un impatto sulla salute mentale. Infatti, nonostante ci siano relativamente pochi dati sul rischio di conseguenze per la salute mentale di una diagnosi di SA, questa è stata associata a una serie di comorbilità psichiatriche tra cui la depressione.

“Il nostro studio è uno dei primi a documentare il rischio di gravi esiti di salute mentale dopo una diagnosi di artrite reumatoide o di spondilite anchilosante, e sottolinea la necessità di una valutazione di routine del comportamento autolesionista come parte della gestione dei pazienti”, ha detto Nigil Haroon dell’Università di Toronto, leader dello studio.

La ricerca in questione ha preso in esame una coorte di 53.240 pazienti con artrite reumatoide e una di 13.964 pazienti con spondilite anchilosante. Gli studiosi hanno cercato di capire quanti di questi si fossero recati in pronto soccorso dopo la diagnosi a causa di danni autoinflitti tra il 1 aprile 2002 e il 31 marzo 2016.

I risultati dello studio hanno mostrato che, sebbene entrambi i gruppi di pazienti mostrino un aumento del rischio di autolesionismo, i soggetti con SA avevano quasi il doppio delle probabilità di automutilarsi. Tuttavia i pazienti con artrite reumatoide hanno riportato un maggior numero di tentativi di auto avvelenamento.

In entrambi i casi dunque il dato da sottolineare è che una diagnosi di artrite infiammatoria può avere gravi conseguenze per la salute mentale e che, nella gestione della malattia, si dovrebbe cominciare a prendere in considerazione la possibilità di comportamenti autolesionisti da parte dei pazienti.

“Comprendere i meccanismi che contribuiscono a tentativi deliberati di autolesionismo aiuterà a personalizzare le future strategie preventive per ridurre la morbilità associata all’impatto sulla salute mentale”, sottolinea Thomas Dörner, presidente della Commissione di selezione degli abstract dell’EULAR.

Fonte

  • Kuriya B, Widdifield J, Luo J, et al. The risk of deliberate self-harm in rheumatoid arthritis and ankylosing spondylitis: A population-based cohort study. EULAR 2018; Amsterdam: Abstract OP0296.
  • Press Release: Significant increase in self-harm attempts following ankylosing spondylitis diagnosis. https://www.eurekalert.org/pub_releases/2018-06/elar-sii061418.php
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