Artrite psoriasica e artroplastica dell’anca

Il numero di interventi ortopedici in pazienti che presentano artrite psoriasica è in aumento; la procedura più comunemente eseguita in questi pazienti è l’artroplastica totale dell’anca, generalmente raccomandata quando l’artrite è allo stadio terminale e si accompagna a disabilità significativa.

Se ne è parlato in occasione del 27° Congresso della European Academy of Dermatology and Venerology (EADV) che si è tenuto dal 12 al 16 settembre a Parigi in Francia.

Cos’è l’artrite psoriasica?

L’artrite psoriasica è un’artropatia sieronegativa complessa ed eterogenea caratterizzata da manifestazioni cliniche e radiografiche molto variabili. Si tratta di una malattia che può avere conseguenze debilitanti se non trattata adeguatamente.

Generalmente la terapia biologica nei pazienti con artrite psoriasica consente un controllo dell’infiammazione, l’inibizione della progressione del danno radiografico, nonché una migliore funzionalità articolare. In alcuni pazienti, tuttavia, quando il trattamento farmacologico standard è insufficiente e si verificano cambiamenti degenerativi nelle articolazioni colpite, il trattamento chirurgico può essere una possibile opzione terapeutica che permette di migliorare la qualità della vita del paziente e ripristinare o mantenere la funzionalità articolare.

Aldona Pietrzak, della Medical University of Lublin, in Polonia, e colleghi hanno eseguito una revisione della letteratura focalizzata agli interventi ortopedici su articolazioni portanti effettuati in pazienti con artrite psoriasica.

Gli stessi ricercatori hanno anche presentato quattro casi di pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica presso il loro centro. Dalla dissertazione è emerso che, dopo l’artroplastica totale dell’anca, l’intervento chirurgico al ginocchio è la procedura ortopedica più comunemente eseguita in questi pazienti.

Le procedure eseguite presso il centro del dottor Pietrzak sono state la sostituzione totale dell’anca, la sostituzione totale del ginocchio, l’artrodesi della caviglia e la sinoviectomia artroscopica. In tutti i casi osservati presso il centro e presentati in letteratura, l’intervento chirurgico emerge come un’opzione terapeutica in quei pazienti che presentano dolore grave, disabilità o perdita della funzione articolare dopo il fallimento delle terapie mediche disponibili.

Artrite psoriasica e chirurgia: quando e quale? 

Nel trattamento dell’artrite psoriasica, la chirurgia è una delle alternative possibili. Oggi le opzioni chirurgiche includono la chirurgia assistita da computer, la chirurgia robotica, le strumentazioni specifiche per il paziente e i protocolli di riabilitazione rapida.

  • La chirurgia assistita da computer è stata introdotta nella pratica clinica alla fine degli anni ’90. La sua applicazione clinica può essere potenzialmente un vantaggio per i pazienti con artrite psoriasica. L’artrodesi articolare totale, eseguita con la chirurgia assistita da computer, non richiede guide endomidollari, riducendo così le perdite di sangue ed il trauma locale. Questi stessi vantaggi caratterizzano anche le strumentazioni specifiche per il paziente.
  • La chirurgia robotica combina teoricamente i vantaggi della guida informatica con quelli del controllo robotico di tutte le fasi chirurgiche relative ai tagli ossei. La tecnica è stata introdotta solo pochi anni fa e i risultati preliminari sono buoni. Tuttavia, le prove a supporto degli esiti clinici e biomeccanici non sono ancora sufficienti.
  • I protocolli di riabilitazione rapida rappresentano lo stato dell’arte dell’assistenza postoperatoria in pazienti sottoposti a sostituzione totale dell’articolazione. In combinazione con il recupero peri-operatorio potenziato dopo l’intervento chirurgico, i protocolli di riabilitazione accelerata possono consentire un recupero precoce e risultati clinici migliori, specialmente nei primi mesi dopo l’intervento.

E dopo l’intervento chirurgico? 

L’intervento chirurgico sugli arti inferiori può essere un’opzione nei pazienti con dolore grave e progressivo, disabilità, movimento ridotto dell’anca o del ginocchio, instabilità articolare e perdita progressiva di funzionalità.

“In questi scenari, per ottenere risultati di successo, diventa cruciale la collaborazione tra dermatologi, reumatologi e ortopedici”, aggiunge il ricercatore. “La terapia dei pazienti con artrite psoriasica è complessa”, ha concluso Pietrzak.

Quando le terapie ottimali sono fallite, dovrebbero essere considerate le procedure ortopediche, tenendo a mente che i benefici devono superare i rischi”.

Ad esempio, nei pazienti con artrite psoriasica il rischio di infezione nel periodo peri-operatorio può essere associato al tipo di trattamento in atto. È necessario, quindi, valutare attentamente il tipo di terapia seguito dal paziente e i rischi associati. Inoltre, in questi pazienti deve essere valutato attentamente il rischio di riacutizzazioni post-operatorie della malattia che può richiedere una dose più elevata di corticosteroidi, tenendo a mente che questa dose più alta, a sua volta, potrebbe aumentare il rischio di infezione.

Fonte

EADV 2018: Total Hip Arthroplasty Common in Patients With Psoriatic Arthritis. PracticeUpdate, News 24.09.2018 https://www.practiceupdate.com/c/73854/2/4/?elsca1=emc_enews_daily-digest&elsca2=email&elsca3=practiceupdate_derma&elsca4=dermatology&elsca5=newsletter&rid=NzkyO DQyNDcyMjQS1&lid=10332481

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