Obesità e spondiloartropatia: quale relazione?

La spondiloartropatia assiale è una malattia infiammatoria, che presenta frequentemente la lombalgia come sintomo principale. La malattia può interessare anche le articolazioni delle braccia e delle gambe e organi come la pelle, gli occhi o l’intestino. L’infiammazione spesso colpisce le entesi, i siti di inserzione dei legamenti e dei tendini alle ossa. Ad essere più comunemente colpiti sono gli adolescenti e i giovani.

Sebbene siano numerose le ricerche che correlano lo stato di obesità alle condizioni di salute globale, sono davvero esigue le prove sugli effetti dell’obesità nei pazienti con spondiloartropatia, spesso erroneamente percepiti come normopeso.

Un gruppo di ricercatori irlandesi ha condotto una ricerca per determinare la prevalenza dell’obesità in un’ampia coorte di pazienti con spondiloartropatia e per capire in che modo l’obesità potesse essere associata a determinati esiti della malattia.

L’obesità è una delle maggiori sfide di salute pubblica che ci attendono nel XXI secolo. “Purtroppo abbiamo la percezione che i pazienti con spondiloartropatia siano di corporatura normale o addirittura esile, ma studi recenti indicano che non è così e che l’obesità è prevalente nei pazienti con la malattia”, ha precisato Gillian Fitzgerald, reumatologo presso il St. James Hospital di Dublino, in Irlanda, e un autore principale dello studio. “Le conseguenze negative dell’obesità nella popolazione generale sono ben documentate, e mostrano dati di maggiore morbilità e mortalità nei pazienti obesi. Studi specifici sugli esiti dell’obesità nei pazienti con spondiloartropatia indicano a loro volta che i risultati della malattia possono essere peggiori nei pazienti obesi. Tuttavia, la letteratura esistente è relativamente scarsa”.

Lo studio di Fitzgerald e colleghi ha provato a colmare questa lacuna. I ricercatori hanno utilizzato una coorte dallo Ankylosing Spondylitis Registry of Ireland (ASRI), sottoponendo a valutazioni cliniche standardizzate tutti i pazienti inclusi nell’ASRI. Per i dati relativi ai pazienti si sono serviti di interviste strutturate, il peso del paziente è stato registrato in chilogrammi (kg) e la loro altezza in centimetri (cm). L’indice di massa corporea (IMC) è stato classificato secondo i criteri dell’Organizzazione mondiale della sanità: peso normale inferiore a 25 kg / m2, sovrappeso di 25-29,9 kg / m2 e obeso a 30 kg / m2.

A giugno 2017, in questo studio sono stati arruolati 683 pazienti con spondiloartropatia, il 77% dei quali di sesso maschile. L’età media dei pazienti nello studio è stata di 45,9 anni e la durata media della malattia per questi pazienti di 19 anni. L’IMC misurato tra i pazienti ha mostrato che l’1,1% è in una condizione di sottopeso, il 31,6% ha un peso normale, il 38,9% è sovrappeso e il 28,4% è obeso, o il 67,3% è sovrappeso o obeso.

Dai risultati è emerso che i pazienti con spondiloartropatia in sovrappeso o obesi erano anche significativamente più anziani, avevano la malattia da un periodo più lungo e presentavano più patologie correlate, soprattutto ipertensione e iperlipidemia, rispetto a quelli con un peso normale. I pazienti obesi di con spondiloartropatia presentavano anche punteggi di attività della malattia significativamente più alti e un peggioramento nella funzione fisica, mobilità spinale e qualità della vita rispetto ai pazienti con peso normale o sovrappeso. La prevalenza del fumo era più bassa tra i pazienti obesi con spondiloartropatia rispetto ai pazienti con peso normale.

Stando all’analisi dei dati, l’IMC e l’obesità più elevati sono associati a punteggi più alti di indicatori utilizzati per misurare per l’attività della malattia, la funzione fisica e la qualità della vita, ovvero il BASDAI, dall’inglese Bath Ankylosing Spondylitis Disease Activity Index, l’ASQoL, dall’inglese Ankylosing Spondylitis Quality of Life, il BASMI, dall’inglese Il Bath Ankylosing Spondylitis Metrology Index, e l’HAQ, l’Health Assessment Questionnaire. L’obesità si è caratterizzata come un predittore indipendente di una più alta attività della malattia e di una funzione peggiore tra questi pazienti.

“Come medici e ricercatori siamo sempre alla ricerca di modi per ridurre il peso della malattia nei pazienti che ne soffrono e per migliorare i risultati in termini di salute” ha concluso Fitzgerald. “Con questo studio abbiamo dimostrato che oltre i due terzi dei nostri pazienti con spondiloartropatia sono in sovrappeso o obesi e che questi pazienti presentano una forma più grave della malattia”.

Adesso servono ulteriori ricerche per chiarire la relazione tra obesità e gravità della malattia che si concentrino, in particolare, sull’effetto che intervento per la perdere peso abbiamo sui risultati della malattia. Nell’attesa, questi dati ci dicono che è bene tenere conto di questa relazione nel momento in cui si elaborano piani di trattamento per i pazienti con spondiloartropatia e devono rappresentare per reumatologi una forte motivazione per includere strategie per controllare attivamente il peso nel progetto di presa in carico del paziente.

Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

Fonte

– Fitzgerald G, Gallagher P, Sullivan C, O Rourke K, Sheehy C, Staord F, Silke C, Haroon M, Mullan R, Fraser S, Murphy G, Chavrimootoo S, FitzGerald O, O’ Shea F. Obese Axial Spondyloarthropathy Patients Have Worse Disease Outcomes [abstract]. Arthritis Rheumatol 2017; 69 (suppl 10). http://acrabstracts.org/abstract/obese-axial-spondyloarthropathy-patientshave-worse-disease-outcomes/

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