Pensare positivo fa bene alla psoriasi

Un atteggiamento positivo e uno spirito “combattivo” sono risorse personali importanti per affrontare al meglio la psoriasi conquistando una migliore qualità di vita. Non si tratta di “psicologia spicciola” ma dei risultati di una ricerca recentemente presentata sulle pagine della rivista Acta Dermato-Venereologica.

Lo studio, condotto presso l’Università di Lodz, in Polonia, ha preso in esame un totale di 168 pazienti (56 donne e 112 uomini) affetti da psoriasi volgare, la cui gravità veniva misurata attraverso indice PASI (Psoriasis Area and Severity Index). Il campione era poi diviso in due gruppi in base all’età: gli under40 e i pazienti con età maggiore (o uguale) ai 40 anni.
La maggior parte dei soggetti (93%) presentava lesioni visibili su volto, collo, o mani, che condizionavano notevolmente lo svolgimento delle attività quotidiane.

Dallo studio emergeva come nei pazienti più giovani si riscontrassero “livelli inferiori” di angoscia, frustrazione e rabbia, minori problemi nelle relazioni sociali e in ambito lavorativo. Questa attitudine positiva sembrava riflettersi anche sulle condizioni cliniche in quanto questi soggetti, a parità di severità della malattia, lamentavano con minor frequenza prurito, bruciore e dolore e sperimentavano più lunghi periodi di remissione della sintomatologia.

Negli over40, forse a causa di una più lunga convivenza con la malattia, si registravano, invece, più marcati sentimenti di solitudine e rassegnazione, difficoltà nelle relazioni interpersonali e disagio nel mostrarsi agli altri.

Un atteggiamento propositivo e improntato all’ottimismo risultava correlato, in entrambi i gruppi, a migliori performance in tutte le sfere d’indagine”, spiegano gli autori, così come una maggiore autostima e la consapevolezza che la patologia possa essere tenuta sotto controllo con adeguati trattamenti farmacologici, rendevano meno inclini a vergogna, ansia e depressione, accrescendo l’accettazione del proprio stato e l’aderenza alla terapia .

Al contrario, emozioni negative quali tristezza, senso d’impotenza e timore di un peggioramento delle condizioni di salute, contribuivano a minare la fiducia nello specialista e nelle terapie e si traducevano in più alti tassi d’abbandono delle cure e in più frequenti episodi d’esacerbazione delle lesioni.

Dott.ssa Stefania Mengoni, scientific editor

Fonte: Miniszewska J, Juczyński Z, Ograczyk A, et al. Health-related Quality of Life in psoriasis: important role of personal resources. Acta Derm Venereol. 2013 Feb 14. doi: 10.2340/00015555-1530. [Epub ahead of print]

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