Proteggersi dal sole: un identikit delle persone a rischio

Troppo spesso le campagne volte a promuovere una protezione dal sole non riescono a indurre cambiamenti duraturi nelle abitudini delle persone.

Uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology ha mostrato come funziona la relazione tra esposizione ai raggi Ultravioletti (UV), conoscenza dei rischi associati all’esposizione e delle raccomandazioni di protezione solare e i comportamenti reali di protezione. L’obiettivo di questa ricerca è stato definire le caratteristiche dei pazienti che rischiano di mostrare una scarsa ‘compliance’ nel proteggersi dal sole.

Chi sono i pazienti più a “rischio”?

A pazienti sottoposti a visita dermatologica, ai quali venivano fornite informazioni riguardo la protezione solare, è stato somministrato un questionario a risposta multipla con l’obiettivo di esaminare i fattori associati a comportamenti adeguati di protezione dal sole.
Le domande hanno riguardato quattro aree:

  • i comportamenti di protezione dal sole messi in atto abitualmente
  • la conoscenza riguardo i modi di proteggersi dal sole
  • il livello di esposizione ai raggi UV
  • la conoscenza sui rischi associati all’esposizione.

Dai 2215 questionari analizzati è emerso che i pazienti che hanno utilizzato misure più efficaci di protezione solare conoscevano meglio i rischi associati all’esposizione ai raggi UV e i comportamenti di protezione più efficaci. Queste stesse persone, però, riportavano anche una maggiore tranquillità nell’esporsi al sole e maggiore quantità di tempo di esposizione.

Come interpretare questi dati?

Sicuramente soffermandosi sul fatto l’informazione in materia di protezione solare e rischi associati all’esposizione ai raggi UV è importante e può modificare il comportamento, ma questa non necessariamente è sufficiente a produrre risultati duraturi. In particolare, un falso senso di sicurezza generato da un po’ di conoscenza potrebbe portare a una maggiore esposizione al sole, non sempre usando protezioni adeguate.
I futuri programmi di prevenzione del cancro della pelle, uno dei rischi maggiori legati ad una esposizione poco protetta, dovrebbero concentrarsi su specifiche popolazioni con comportamenti a “bassa protezione” solare e alta esposizione al sole. Ma soprattutto, gli sforzi educativi dovrebbero sottolineare che è importante combinare l’uso indumenti per proteggersi dal sole, come cappelli e occhiali da sole, all’uso di creme solari, con particolare attenzione alla limitazione dell’esposizione al sole, soprattutto nelle ore più calde.

Il rischio è ancora più alto per chi soffre di psoriasi e accoglie l’arrivo della bella stagione con gioia, per tutti i benefici che il sole può apportare alla malattia. Attenzione, dunque, che la sicurezza dei benefici non porti a sottovalutare i rischi dell’esposizione al sole. è sempre necessario proteggersi adeguatamente!

Come favorire una migliore protezione?

In generale i rimproveri non funzionano molto. Se vogliamo davvero che le persone usino le creme solari & Co per proteggersi dai rischi legati all’esposizione ai raggi del sole proviamo a spostare il punto di vista.

  1. Primo, puntiamo sull’abitudine: “usa una protezione solare tutti i giorni, anche d’inverno, ne vedrai i benefici sulla pelle già dopo la prima settimana.”
  2. Secondo, cerchiamo di essere concreti. Il segreto potrebbe stare nell’aiutare le persone a costruirsi un’immagine mentale di ciò che accadrà. Ricordare che è necessario usare sempre una protezione dal sole per prevenire il tumore della pelle non è, ad esempio, necessariamente efficace. Meglio essere espliciti: “se non usi una crema solare, potresti avere un orribile tumore al naso di tipo ulcerativo, più o meno della grandezza di una palla da golf, e questo potrebbe richiedere la rimozione del naso per curare le lesioni. Ma non c’è da preoccuparsi, oggi fanno delle meravigliose protesi in gomma che coprono perfettamente il buco”. A picture works more than thousand words, insomma.
  3. Infine, interveniamo sulle norme sociali, per ottenere cambiamenti a livello globale. Ad esempio, rispolverando il buon vecchio galateo: che ne dite dell’usanza di indossare sempre il cappello quando si esce di casa.

Dott.ssa Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

Fonte
Sattler U, Thellier S, Sibaud V, et al. Factors Associated With Sun Protection Compliance: Results From a Nationwide Cross-Sectional Evaluation of 2215 Patients From a Dermatological Consultation. Br J Dermatol 2014 [EPub Ahead of Print],

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