Psoriasi: i benefici di dieta e sport

Dieta, peso corporeo e psoriasi: un po’ di contesto

È noto come sia l’aumento dell’indice di massa corporea (IMC) sia l’aumento di peso siano fattori di rischio per la psoriasi; inoltre, la prevalenza di obesità nei pazienti che presentano la malattia è più alta rispetto alla popolazione generale. Tuttavia, esistono pochi dati che argomentino il ruolo della dieta nella gestione della malattia.

Inoltre, se un’associazione dell’obesità e della sindrome metabolica con la psoriasi è nota, i dati ottenuti da questa ricerca hanno il pregio di fornire evidenze sul pazienti con psoriasi obesi e in sovrappeso.

Effetti della dieta sulla psoriasi: una ricerca italiana

Lo studio, realizzato dallo Psoriasis Emilia Romagna Study Group, grazie ad un finanziamento della Regione Emilia Romagna, ha coinvolto quasi tutti i servizi dermatologici ambulatoriali della Regione e incluso pazienti con psoriasi cronica a placche di età compresa tra i 18 e gli 80 anni, con un IMC avevano iniziato una terapia sistemica per la psoriasi senza una totale remissione dopo 4 settimane di trattamento continuo.
La ricerca ha incluso 303 pazienti (su un totale di 588 inizialmente coinvolti) obesi o in soprappeso, con psoriasi a placche cronica da moderata a grave, sottoposti a terapia, ma che non avevano raggiunto una remissione dei sintomi dopo 4 settimane di trattamento. Solo 29 dei 303 pazienti coinvolti (6,9%) si sono ritirati dallo studio prima della fine.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi:

  1. il primo prevedeva un piano dietetico quantitativo e qualitativo di 20 settimane associato ad esercizio fisico con l’obiettivo di perdere peso;
  2. il secondo un semplice consulto informativo sull’utilità di perder malattia psoriasica.

Cosa è stato valutato e come?

Dopo 20 settimane è stato possibile valutare gli esiti sulla gravità e l’estensione della psoriasi confrontando l’impatto della dieta e dell’esercizio fisico con gli effetti di un semplice consulto informativo sui benefici della perdita di peso.
Il piano nutrizionale si è basato sulla possibilità di scambiare tra loro gruppi di alimenti all’interno della dieta, tenendo conto di una quantità massima di alimenti all’interno di ciascun gruppo definita in base alle calorie da essi apportata.

Il principale esito valutato dalla ricerca è stato la riduzione del punteggio PASI, confrontando quello iniziale con quello ottenuto dopo le 20 settimane, e una riduzione dell’estensione dell’area del corpo interessata dalle placche. Il parametro di riferimento per la riduzione del peso è stato una perdita ≥ al 5% del peso iniziale dopo le 20 settimane.
Ai dermatologi partecipanti è stato chiesto di rivedere periodicamente la terapia dei pazienti secondo le linee guida, tenendo conto che dosaggio poteva richiedere degli aggiustamenti in funzione delle variazioni di peso. I parametri per valutare gli esiti dello studio sono stati misurati da un valutatore esterno (non il medico curante) che non era a conoscenza del gruppo al quale i pazienti erano stati assegnati.

Perdere peso (anche poco) aiuta

L’analisi ha mostrato una riduzione media del punteggio PASI del 48% nel gruppo di pazienti a dieta e del 25,5% nel gruppo che ha ricevuto solo le informazioni. L’obiettivo della perdita di peso (una riduzione ≥ 5% rispetto all’inizio) è stato raggiunto dal 29,8% dei pazienti del primo gruppo e dal 14,5% dei pazienti solo informati sui vantaggi della
perdita di peso.

In parole più semplici…
Dopo 20 settimane di dieta, associata ad un aumentato esercizio fisico, la gravità della malattia nei pazienti con psoriasi attiva e in terapia è risultata sensibilmente ridotta. Di fronte a questi dati è importante sottolineare come, nel breve periodo, anche una perdita di peso limitata, nei pazienti in sovrappeso o obesi, contribuisce a ridurre la gravità della malattia, aumentando anche l’efficacia del trattamento.

L’altro dato positivo è che si osserva una significativa riduzione dell’IMC e del peso assoluto nel gruppo a dieta, con evidenti potenziali vantaggi sul quadro di salute generale.
Come sottolineano gli autori: “La psoriasi, soprattutto se grave, è associata ad un aumentato rischio di morbilità e mortalità cardiovascolare, di conseguenza, intervenire sul peso, soprattutto in pazienti obesi o in soprappeso, significa migliorare oltre che i sintomi e l’estensione della psoriasi anche i fattori di rischio cardiovascolare”. Queste osservazioni e i risultati dello studio rafforzano la convinzione che sia indispensabile perseguire l’obiettivo della riduzione del peso come parte integrante di un approccio multimodale e olistico alla gestione del paziente con psoriasi.

“L’impatto a lungo termine di un intervento dietetico sulla psoriasi richiede sicuramente ulteriori evidenze e stiamo valutando la possibilità di promuovere una più ampia collaborazione internazionale che si concentri sull’impatto della dieta, associata ad esercizio fisico, nella gestione a lungo termine della psoriasi e delle sue comorbidità”, concludono i ricercatori.

Nell’attesa, approfittando della primavera: proviamo a scegliere con attenzione cibi sani da inserire nella nostra dieta e a muovere qualche passo in più.

 

Dott.ssa Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

Fonti

  • Naldi L, Conti A, Cazzaniga S, Patrizi A, Pazzaglia M, Lanzoni A, Veneziano L, Pellicani G. and the Psoriasis Emilia Romagna Study Group (2014), Diet and physical exercise in psoriasis: a randomized controlled trial. British Journal of Dermatology, 170: 634–642. doi: 10.1111/bjd.12735
  • Naldi L, Chatenoud L, Linder D, et al. Cigarette smoking, body mass index, and stressful life events as risk factors for psoriasis: results from an Italian case-control study. J Invest Dermatol 2005;125(1):61-67.
  • Naldi L, Addis A, Chimenti S, et al. Impact of body mass index and obesity on clinical response to systemic treatment for psoriasis. Evidence from the Psocare project. Dermatology 2008;217(4):365-373.
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