Psoriasi: controlli frequenti per seguire meglio la terapia

Visite di follow-up ravvicinate migliorano l’aderenza alla terapia da parte del paziente, ma poco si sa sui comportamenti di medici e dermatologi rispetto alla pianificazione delle visite di controllo.
Questo studio pubblicato sul Journal of Drugs in Dermatology ha valutato i pazienti all’interno del MarketScan Medicaid database che hanno ricevuto una diagnosi di psoriasi, acne, o dermatite atopica tra il 2003 e il 2007.

Cosa è emerso dalla ricerca?

  1. Il periodo di tempo medio trascorso per la prima visita di follow-up è stato:
    • in caso di psoriasi, 153 giorni per gli adulti e 142 giorni per i bambini
    • in caso di acne, 151 giorni per gli adulti e 218 giorni per i bambini
    • in caso di dermatite atopica, 161 giorni per gli adulti e 209 giorni per i bambini.
  2. Gli specialisti dermatologi hanno mostrato una maggiore propensione a programmare visite di follow-up in tempi più ravvicinati rispetto ai non dermatologi.
  3. Fissare un appuntamento per una visita di controllo ravvicinata ha implicato un miglioramento nelle capacità di seguire la terapia (aderenza).

La conclusione più immediata a cui la ricerca sembra puntare è semplice: per il medico impostare gli appuntamenti tenendo conto di questo aspetto implicherebbe sicuramente migliori risultati in termini di esiti della cura.

Appuntamenti più frequenti per creare il senso di responsabilità

È un po’ come imparare a suonare uno strumento musicale: seguire delle lezioni settimanali è funzionale all’apprendimento. A tutti sembrerebbe strano se l’insegnante di musica, forniti gli spartiti, qualche nozione di base e lo strumento, dicesse: “applicati ed esercitati tutti i giorni e ci vediamo tra 8-12 settimane in vista del concerto di fine anno”. Nel caso della musica, senza gli incontri settimanali – che servono a creare un senso di responsabilità, così come a correggere il tiro – molti non inizierebbero mai a suonare uno strumento.

Bene, 8-12 settimane è il tempo minimo che intercorre tra la prima visita, spesso caratterizzata dalla prescrizione di nuovi farmaci, e la visita di controllo successiva. Ma dare istruzioni da seguire con un appuntamento di controllo troppo distante nel tempo non è un modo né pratico né efficace per ottimizzare l’aderenza, ovvero la capacità dei pazienti di seguire una terapia.
Se ci mettessimo nei panni di un paziente che vede un medico e riceve la prescrizione di una terapia per il suo disturbo, l’analogia con lo studente di musica reggerebbe. Così come lo studente, anche il malato di fronte una nuova terapia da seguire, che sicuramente ha un impatto sulle sue abitudini di vita, deve essere seguito con maggiore assiduità e deve poter contare su un confronto diretto con il proprio medico, in modo da fugare i dubbi che emergono mentre impara ad autogestire la sua terapia.

Mettersi a disposizione del paziente

Molti medici, senza saperlo, stanno perdendo una grossa opportunità per aumentare la capacità dei pazienti di seguire le terapie. Per seguire al meglio le terapia i pazienti hanno bisogno di essere rassicurati e confortati, ma basta davvero poco. Ad esempio:

  • fissare subito la visita di controllo successiva, in modo da verificare insieme quali sono le difficoltà incontrate nel seguire la terapia.
  • Oppure, se questo non è possibile, aprirsi ad un confronto via email o al telefono che analogamente può portare benefici.

Dott.ssa Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

Fonte

  • Davis SA, Lin HC, Yu CH, Balkrishnan R, Feldman SR. Underuse of Early Follow-Up Visits: A Missed Opportunity to Improve Patients’ Adherence. J Drugs Dermatol 2014 Jul 01;13(7)833-836,
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