Psoriasi e diabete: cosa fare per ridurre il rischio

Purtroppo, chi soffre di psoriasi vede aumentare anche la probabilità di sviluppare il diabete, con un rischio direttamente proporzionale alla gravità della malattia: per i pazienti con una psoriasi severa le probabilità di ammalarsi di diabete sono praticamente raddoppiate, senza variazioni significative fra individui di diversa etnia o nazionalità.

È necessario aumentare tra i pazienti la consapevolezza che il diabete ha implicazioni metaboliche sfavorevoli di fronte alle quali è necessario innalzare il livello di attenzione. La prevenzione del sovrappeso e dell’obesità, che sono notoriamente l’anticamera del diabete, così come la riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare (come il fumo e il colesterolo alto) diventano pertanto un compito di primaria importanza, che coinvolge attivamente sia i pazienti sia i medici che hanno in cura questi malati. Come raggiungere l’obiettivo? Attraverso piccoli ma importanti cambiamenti nello stile di vita.

Psoriasi e diabete: uno stile di vita migliore

Dalla giornata mondiale del diabete, quest’anno incentrata su vita sana e diabete, arrivano indicazioni precise: il diabete di tipo 2 può essere contrastato con opportuni cambiamenti nello stile di vita. A sostenerlo è il Professor Eberhard Standl del Munich Diabetes Research Group tedesco e portavoce della European Society of Cardiology.

La giornata è stata un’occasione per presentare un semplice questionario che permette di calcolare il profilo di rischio per scoprire se e come è necessario agire.
Stando alle dichiarazioni del Prof Standl: “Il drammatico aumento del diabete di tipo 2 in tutto il mondo ha superato le aspettative. Nel mondo, infatti, ci sono 400 milioni di persone con diabete di tipo 2; un numero simile di persone è nella fase di pre-diabete di tipo 2. Si tratta di un’epidemia che sembra inarrestabile, ma per fortuna parallelamente aumentano le evidenze che mostrano come le persone possano contrastare il diabete con alcuni cambiamenti nello stile di vita.”

Diabete: perché è importante conoscere il profilo di rischio?

Perché le persone che sono ad alto rischio di diabete possono fare scelte di prevenzione efficaci. Allo stesso modo chi cambia rotta nella fase di esordio del diabete di tipo 2 riesce a ritornare ad una fase di pre-diabete. La cosa più importante da fare, per arrestare la progressione della malattia, è svolgere un regolare esercizio fisico, seguito da un’alimentazione ricca di fibre e povera di grassi saturi. Infine, perdere peso.

Psoriasi e diabete: le parole chiave della prevenzione

Molte persone si muovono pochissimo sia durante la loro giornata di lavoro sia nel tempo libero. Per prevenire il diabete di tipo 2 l’obiettivo è da porsi è quello di 30 minuti di esercizio fisico ogni giorno. Ovvero: camminare a ritmo sostenuto, fare jogging, nuoto o andare in bicicletta; tutte attività da combinare con il potenziamento muscolare.

È importante inoltre intervenire sulle abitudini alimentari, privilegiando cibi ricchi di fibre, in forma di cereali integrali. Le fibre ritardano la digestione e l’assorbimento di molti alimenti e aiutano l’intestino a favorire i processi che abbassano i livelli di glucosio nel sangue: “Mangiando fibre, abbiamo più tempo e più potere nel disporre dei carboidrati.”

In caso di sovrappeso anche dimagrire è importante: “Per farlo è necessario limitare l’assunzione di grassi, saturi in particolare, che si trovano in alimenti come burro, insaccati, tagli grassi di carne, dolci e formaggi”.

Essere capaci di adottare subito quei cambiamenti nello stile di vita che contrastano il diabete di tipo 2, così come molte altre malattie, può tradursi nel lungo periodo in un’efficace prevenzione della mortalità per malattie cardiovascolari.

Dott.ssa Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

Fonte

  • Azfar RS, Seminara NM, Shin DB, et al. Increased risk of diabetes mellitus and likelihood of receiving diabetes mellitus treatment in patients with psoriasis. DOI:10.1001/archdermatol.2012.1401
  • ESC Guidelines on diabetes, pre-diabetes, and cardiovascular diseases developed in collaboration with the EASD. DOI: http://dx.doi.org/10.1093/eurheartj/eht1083035-3087 First published online: 31 August 2013 http://eurheartj.oxfordjournals.org/content/34/39/3035
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