Psoriasi in gravidanza: il ruolo degli ormoni

Iniziamo dalle buone notizie

La psoriasi colpisce anche le donne, di ogni età, e la fase riproduttiva non fa eccezione. Essa condivide i meccanismi patologici con molte altre malattie infiammatorie croniche che incidono sugli esiti della gravidanza. Ad esempio, pazienti con malattia di Crohn mostrano un aumentato rischio di aborto spontaneo, mentre donne con artrite reumatoide hanno un prolungato il tempo di gravidanza. Anche a partire da queste considerazioni, un recente studio pubblicato sul Journal of Investigative Dermatology ha voluto capire se la presenza di psoriasi nelle donne durante la gravidanza determinasse alcuni esiti negativi.

Analizzando in maniera molto puntuale un’ampia coorte di pazienti, la ricerca ha valutato i due esiti negativi dell’aumento del rischio di morte fetale o della gravidanza oltre il termine. Dall’analisi è emersa una notizia incoraggiante: in queste pazienti nessuno dei due esiti si verifica con più frequenza. Nel dettaglio, a partire dalla Danish National Birth Cohort, l’analisi di oltre 2500 donne con psoriasi ha rilevato che in questa popolazione di pazienti si riscontrano con maggiore frequenza gravidanze tardive, sovrappeso e abitudine al fumo, al confronto con le donne che non presentano psoriasi. Tuttavia, dopo aver aggiustato i dati per questi fattori confondenti, non si riscontra né incremento del rischio di morte fetale dopo il primo trimestre né quello di gravidanze oltre il termine.

Gli ormoni e la psoriasi: una rassegna

Come si relazionano i cambiamenti ormonali prima, durante e dopo la gravidanza con la psoriasi? Se ne occupa, tra l’altro, una review pubblicata sulla rivista BioMed Research International.

In generale, tutti gli ormoni sessuali che entrano in gioco prima, durante e dopo la gravidanza, in particolare gli estrogeni (e il progesterone) e la prolattina, sembrano avere un ruolo importante nella modulazione della risposta immunitaria. Sicuramente, per tutta la gestazione fino al periodo che precede il parto, nella donna aumentano costantemente i livelli di estrogeni e di progesterone. Il ruolo degli estrogeni sembrerebbe esplicarsi in un’azione sia immunosoppressiva sia immunostimolante, che favorirebbe uno stato di tolleranza immunitaria. Altri dati mostrano il ruolo potenziale degli ormoni sessuali nella eziologia della psoriasi, e di conseguenza la gravidanza, uno stato di immuno-modulazione naturale, è associata ad una riduzione o esacerbazione di diverse malattie infiammatorie, tra cui la psoriasi.

È noto, inoltre, come la prolattina abbia un effetto stimolante per il sistema immunitario e promuova autoimmunità. In alcuni pazienti con iperprolattinemia si riscontrano manifestazioni cliniche tra cui la psoriasi, in altri una correlazione tra i livelli di prolattina e l’attività e il decorso della malattia. Inoltre, è documentata una connessione tra i neurotrasmettitori legati a stress, ormoni e altri fattori e l’esacerbazione di alcune condizioni immunopatologiche quali la psoriasi.

Ma passiamo ai numeri

Lo studio di Murase et al. ha valutato nello specifico l’effetto degli ormoni  sulla psoriasi durante la gravidanza, riscontrando che il 55% dei pazienti ha mostrato un miglioramento, il 21% nessun cambiamento, e il 23% un peggioramento. Di contro, nel post-parto, solo il 9% dei pazienti ha un miglioramento, il 26% nessun cambiamento, e il 65% un peggioramento.
La concentrazione di estrogeni nel sangue aumenta gradualmente nel corso dei primi fasi tardive della gravidanza, per poi abbassarsi dopo il parto e raggiungere livelli antecedenti alla gestazione entro un mese dopo il parto. Questo spiegherebbe il ripresentarsi/peggioramento dei sintomi dopo il parto.
Ulteriori dati hanno mostrato che il peggioramento dei sintomi si verifica quando i livelli di estrogeno e progesterone calano nel post parto, prima delle mestruazioni e in menopausa (fanno eccezione la maggior parte dei pazienti che ricevono la terapia ormonale sostitutiva).

Altri dati, hanno riscontrato che la superficie corporea interessata dalla psoriasi si riduce sensibilmente dalla decima alla ventesima settimana di gestazione (P < 0.001) al confronto con il gruppo di controllo, mentre aumenta in modo significativo a partire dalle sei settimane dopo il parto (P = 0.001). Inoltre, nei pazienti  con una superficie corporea interessata dalla psoriasi pari al 10% o superiore, che hanno riportato un miglioramento, le lesioni sono diminuite del 83,8% durante la gravidanza.  Inoltre, sono emerse numerose correlazioni tra il miglioramento nella superficie interessata dalla malattia e le concentrazioni di alcuni ormoni quali estradiolo (P = 0,009; r = 0,648), estriolo (P = 0,06; r = 0,491), e il rapporto estrogeni/progesterone (P = 0.006; r = 0,671). Correlazioni che porterebbero ad ipotizzare un ruolo più significativo degli alti livelli di estrogeni nel miglioramento della psoriasi, rispetto ai livelli di progesterone.

Ancora buone notizie.

Una riflessione finale

Cambiamenti di natura dermatologica di vario genere si verificano in circa il 90% delle donne incinte può trattarsi di cambiamenti di natura fisiologica (ormonali), evoluzioni di preesistenti malattie della pelle  o la manifestazione di nuove dermatosi specifiche correlate alla gravidanza. Tutte queste condizioni possono essere dovute ai profondi cambiamenti di natura ormonale, vascolare, metabolica o immunitari che si verificano durante la gravidanza. Trovare il giusto approccio terapeutico può essere difficile.

Quale terapia per la psoriasi in gravidanza? Il trattamento della psoriasi durante la gravidanza e l’allattamento rappresenta una sfida difficile. Per ovvi motivi etici, non sono stati condotti studi controllati randomizzati prospettici in questa popolazione di pazienti, nonostante si possano manifestare i sintomi della malattia o un’esacerbazione di essa tele da richiedere una terapia. Tuttavia, l’uso di antipsoriasici in gravidanza è sconsigliato.  In generale, durante la gestazione andrebbero evitate tutte le terapie assunte per via sistemica, limitandosi all’utilizzo di alcuni trattamenti topici (decisamente controindicato però il tazarotene) o della fototerapia UVB.

Nel caso si decida di intraprendere una gravidanza, è bene consultare lo specialista che deciderà, di volta in volta, se i benefici derivanti dall’assunzione di un farmaco siano superiori agli eventuali rischi. Attenzione anche per gli uomini che sono in terapia: alcuni farmaci possono avere effetti negativi sulla fertilità e, in alcuni casi, provocare danni al feto.

Particolare cautela, infine, va impiegata durante l’allattamento in quanto i trattamenti sistemici sono in grado di passare nel latte materno.  Infine, alcune terapie topiche, se utilizzate su ampie superfici, possono essere assorbite a livello sistemico e presentare, quindi, le stesse controindicazioni. Se ad essere colpita da psoriasi è la zona dei capezzoli la parte dovrebbe essere trattata con creme emollienti. In ogni caso, la presenza di lesioni in quest’area non crea rischi per il bambino.

 Dott.ssa Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

Fonti

  • Harder E, Andersen AM, Kamper-Jørgensen M, Skov L. No Increased Risk of Fetal Death or Prolonged Time to Pregnancy in Women With Psoriasis. J Invest Dermatol 2014 Jan 24;[EPub Ahead of Print]
  • Ceovic R, Mance M, Bukvic Mokos Z, et al. Psoriasis: Female Skin Changes in Various Hormonal Stages throughout Life—Puberty, Pregnancy, and Menopause. Biomed Res Int. 2013; 2013: 571912. doi:  10.1155/2013/571912
  • Bae YS, Van Voorhees AS, Hsu S. Review of treatment options for psoriasis in pregnant or lactating women: from the Medical Board of the National Psoriasis Foundation.J Am Acad Dermatol. 2012 ;67(3):459-77.
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