Psoriasi: tatuaggio sì o tatuaggio no?

Psoriasi: meglio star lontani dal tatuaggio?

I dermatologi solitamente sconsigliano ai pazienti psoriasici di fare tatuaggi. Kenneth Wasserman, dermatologo di Philadelphia, sul sito della Psoriasis National Foundation, dichiara di non essere così convinto che i vantaggi di avere un tatuaggio valgano il rischio, in generale e a maggior ragione nel caso di psoriasi. La pelle di chi soffre di psoriasi è soggetta al “fenomeno dell’isomorfismo reattivo o fenomeno di Koebner”, ovvero la comparsa di lesioni psoriasiche sulla pelle cute apparentemente sana, dopo un trauma di qualsiasi natura anche a distanza di tempo.

Il problema principale è che ogni volta che la pelle è traumatizzata la psoriasi può verificarsi in quella zona. L’esecuzione del tatuaggio è per la pelle di un soggetto che soffre di psoriasi un trauma – basti pensare che per colorare la pelle e fare il tatuaggio vengono utilizzati degli aghi che bucano la pelle – , e dove la pelle è traumatizzata potrebbe presentarsi la psoriasi.  Addirittura potrebbe verificarsi, in caso di malattia attiva, la comparsa di placche eritematodesquamanti che ricalcano il disegno stesso del tatuaggio.

Una lettera pubblicata sulla prestigiosa rivista Canadian Medical Association Journal (CMAJ) torna metaforicamente a dare la parola ai pazienti e descrive il caso clinico di una ragazza che lamenta la comparsa di numerose lesioni in corrispondenza di un tatuaggio eseguito due settimane prima. L’analisi clinica ha riscontrato chiazze eritematose ben differenziate ricoperte da squame argentee. Gli specialisti hanno sospettato una psoriasi ma poiché la ragazza non aveva mai avuto evidenza di questa o di altre patologie dermatologiche è stata richiesta una biopsia cutanea. A guardare questo caso sembrerebbe che traumi di questo genere possano scatenare la psoriasi sia in soggetti già diagnosticati sia in soggetti sani che non abbiano mai manifestato alcun sintomo. Un problema da non sottovalutare dunque, soprattutto considerando che, stando alla letteratura presa in considerazione dalla lettera, il fenomeno di Koebner riguarderebbe circa il 25 per cento delle persone con psoriasi che sperimentano traumi cutanei.

Non tutti i medici, però, sono d’accordo. Il dottor Jeff Crowley, dermatologo Californiano e membro del direttivo medico della National Psoriasis Foundation, crede che la correlazione tra il trauma provocato dal tatuaggio e la psoriasi non sia stata scientificamente provata. Nelle centinaia di persone con psoriasi e tatuaggi che ha avuto in cura non ha trovato alcuna correlazione tra il trauma di un tatuaggio e la malattia. Anche se alcune persone hanno sviluppato lesioni, egli ritiene che queste fossero parte del normale corso della loro psoriasi al di là dei tatuaggi. Al solito, secondo Crowley, nell’effettuare la scelta dovrebbe prevalere il buon senso, ricordando in ogni caso soprattutto che un tatuaggio è permanente e si dovrebbero valutare attentamente i pro e i contro di farne uno in senso più ampio.

Un’altra storia interessante arriva da un case report pubblicato sul Journal of Medicine and Life: al paziente è stata diagnosticata una psoriasi del cuoio capelluto diversi anni prima del tatuaggio, tuttavia ha sviluppato nuove lesioni della psoriasi generalizzate 2 settimane dopo il tatuaggio. Nel suo caso, il tatuaggio è sembrato essere il fattore scatenante la psoriasi. A favore di questo scenario, ci sono le due 2 settimane di intervallo prima dell’insorgenza (latenza tipica del fenomeno di Koebner) e la localizzazione delle lesioni psoriasiche sulla pelle tatuata. Alla visita l’esame clinico generale è nel range di normalità, mentre l’esame clinico locale rivela più placche eritematose ben definite, da 5 a 25 cm di diametro, ricoperte da spesse scaglie argentee, sul cuoio capelluto, torace e arti superiori. Le lesioni sono situate sia sulla pelle normale che su quella tatuata.

Cosa possiamo concludere? Sicuramente che il fenomeno di Koebner, descritto per la prima volta nei pazienti psoriasici, può verificarsi in diverse altre malattie della pelle e può essere indotto da vari tipi di fattori scatenanti, il tatuaggio sulla pelle è uno di questi. Inoltre, sebbene il fenomeno è piuttosto comune (si verifica nel 25% dei pazienti con psoriasi), l’eziologia e il meccanismo specifico sottostante non sono stati completamente chiariti, ma vista la crescente popolarità dei tatuaggi, ci auguriamo di poter leggere i risultati di nuove ricerche in modo che i pazienti a rischio possano essere consapevoli nel fare la scelta devono e capaci di bilanciare e pesare il rischio potenziale di indurre nuove lesioni con il desiderio di esprimersi attraverso l’arte del corpo.

Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

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