Qualità della vita e aspetto della pelle nella psoriasi

Uno studio condotto da Krzysztof Owczarek e Mariusz Jaworski, dell’Università di Varsavia, ha analizzato in che modo la psoriasi influenzi la qualità di vita dei pazienti e come la situazione vari anche a seconda dello stadio acuto o remissivo della malattia.

Lo studio ha osservato 100 pazienti (45 donne e 55 uomini) tra i 18 ed i 66 anni, divisi in tre fasce in base alla gravità della malattia: un primo gruppo affetto da psoriasi lieve, un secondo gruppo con psoriasi di media intensità ed un terzo gruppo con psoriasi grave.

Pur dichiarandosi insoddisfatti del proprio stato di salute (con percentuali crescenti in corrispondenza del livello di gravità della malattia), la maggior parte dei pazienti ha ritenuto la propria qualità di vita abbastanza buona o comunque non cattiva: solo il 17,65% dei pazienti (solo uomini) ha dichiarato di avere una cattiva qualità di vita.

Nella quantificazione del benessere, i pazienti affetti dalla forma più severa di psoriasi hanno indicato valori più bassi rispetto a quelli delle altre due categorie ed hanno segnalato una grossa influenza della psoriasi sulla propria qualità di vita, con evidenti cambiamenti a seconda della fase acuta o remissiva della malattia.

Analizzando le quattro dimensioni che restituiscono la qualità di vita (psicologica, fisica, ambientale e sociale), è emerso che la maggiore difficoltà, sia per gli uomini sia per le donne, è costituita dalla vita sociale, anche qui con evidenti cambiamenti a seconda della fase acuta o remissiva della malattia. Anche l’aspetto relazionale è condizionato dalla malattia dermatologica e molti pazienti hanno riferito di avere incontrato spesso persone che temevano che la psoriasi fosse contagiosa.  In particolare, alcune situazioni risultano difficili da gestire, come quelle più intime. I pazienti con una psoriasi lieve o media hanno migliori relazioni interpersonali, un maggior supporto ed una vita sessuale più attiva rispetto ai pazienti affetti da psoriasi grave.

Nei pazienti del terzo gruppo, inoltre, acquistano particolare rilevanza anche i disturbi somatici collegati alla malattia – come il disagio, l’ansia, l’insonnia, l’affaticamento, la capacità lavorativa – che incidono in maniera determinante sulla vita sociale dei malati allo stadio più severo, fino a determinare l’abbandono degli studi o del lavoro, o a riscontrare grosse difficoltà nell’essere assunti.

Nel complesso, dallo studio emerge che la psoriasi può ridurre il livello di qualità di vita in molte aree o funzioni, anche oltre lo stato di salute. Questo è dovuto soprattutto allo stato psicologico del paziente, che ha una percezione negativa di se stesso, dovuta alla condizione della propria pelle.

Norina Wendy Di Blasio, scientific editor

Fonte

Krzysztof Owczarek and Mariusz Jaworski. Quality of life and severity of skin changes in the dynamics of psoriasi Postepy Dermatol Alergol. 2016 Apr; 33(2): 102–108. doi:  10.5114/pdia.2015.54873

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