Psoriasi, sul web in cerca di risposte

Psoriasi e il Web

Oltre 760 mila risultati su Google e quasi 3.500 nuovi commenti, su oltre 280 fonti diverse. Circa 29 milioni le pagine visitate (di cui 324 mila in italiano). “Cure” (22%) e “sintomi” (20%) le parole più cercate, all’ultimo posto le cause (1%), segno che il bisogno primario dei malati è quello di trovare una soluzione al problema.

Sono questi i numeri della “psoriasi sul web” rivelati da una recente indagine condotta da Demoskopea e Boto e presentata alla vigilia della Giornata mondiale che si celebra il 29 ottobre in tutto il mondo per richiamare l’attenzione su questa patologia dai molteplici risvolti.

La ricerca, che ha preso in esame il variegato panorama di internet analizzando siti, blog, forum e social network, ha evidenziato come il 49% delle discussioni riguardi la richiesta e l’offerta di consigli su come contrastare la malattia, seguita dalla ricerca generica di informazioni (36%) e dal racconto delle esperienze personali (5%). Gli spazi di discussione sul web sono principalmente occupati da domande esplicite sulle cure, sia farmaci “ tradizionali” (40%) che cure alternative (27%), e sugli stili di vita (15%), mentre è scarsa la richiesta di consigli su medici e centri di cura (6%). Un dato, quest’ultimo, che Davide Strippoli, dirigente medico della Dermatologia dell’Ospedale Manzoni di Lecco, definisce “inquietante. Molti malati probabilmente non sanno nemmeno che esistono i centri di riferimento per la cura della psoriasi”.

Il rapporto medico-paziente

Inoltre, si parla fondamentalmente tra pazienti (34%): i pareri forniti dai medici rappresentano solo il 17%. ”Il rapporto medico-paziente che emerge dal web, appare piuttosto insoddisfacente” sottolinea Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica dermatologica dell’Università di Verona. “Il dermatologo viene spesso visto come un estraneo che fornisce spiegazioni tecniche, ma che non comprende fino in fondo il vissuto del paziente e cosa questi prova nella difficile convivenza con una patologia cronica”.

Il valore di internet, secondo l’opinione dei pazienti, è rappresentato dalla possibilità di essere accompagnati, confrontandosi con una molteplicità di esperienze e di opinioni, lungo tutto il percorso della malattia. “Il web ha il vantaggio di essere facilmente consultabile, commenta Giancarlo Valenti, direttore della Dermatologia dell’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, ma a volte le informazioni possono essere fuorvianti. La cosa auspicabile sarebbe che dopo una prima consultazione sul web il paziente si rivolgesse a un medico in carne ed ossa”.

Dott.ssa Stefania Mengoni, scientific editor

Fonte

  • Demoskopea, 2011
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