Una fotocamera scoverà la psoriasi?

Una fotocamera dotata di sensore a raggi infrarossi in grado di “scattare” immagini termografiche, ottenendo una mappa delle temperatura rilevate sulla superficie osservata. Si tratta di una tecnologia avanzata, fino ad oggi utilizzata in ambito militare, edilizio e scientifico, ma che ora potrebbe trovare applicazione anche in dermatologia quale ausilio diagnostico per numerose patologie, in primis per la psoriasi.

È quanto affermano i ricercatori della Rochester University di New York  dopo aver messo a punto, insieme ai colleghi dell’Institute of Technology, una metodologia che, come annunciano sul New Scientist Magazine,  promette  di essere innovativa.

Attualmente infatti la diagnosi di psoriasi viene effettuata attraverso un’attenta osservazione clinica da parte dello specialista che valuta le lesioni classificandole secondo l’indice PASI (Psoriasis Area Severity Index), un valore composito che misura la gravità e l’estensione delle placche in quattro aree corporee: testa, tronco, arti superiori e arti inferiori indicando un punteggio che può variare da 0 a 72, con il più alto score rappresentato dall’eritrodermia.

Tale strumento, pur costituendo il “gold standard”, trova alcuni limiti nella soggettività del giudizio e potrebbe quindi giovarsi dall’ apporto fornito da una tecnica di imaging.

Per il momento, nei trial  preliminari, i ricercatori statunitensi sono riusciti, per mezzo della termografia, a individuare con certezza le zone colpite dalla malattia, che venivano indicate come rosse, in quanto il maggiore afflusso  di sangue, dovuto al processo flogistico in atto, causava un innalzamento della temperatura. Inoltre, fotografando l’area sotto raggi ultravioletti venivano evidenziate anche le placche, che, contenendo aminoacidi, diventavano fluorescenti. Era inoltre possibile contrassegnare aree, che pur non presentando ancora lesioni visibili, erano caratterizzate da una più elevata temperatura.

Gli autori sperano che combinando le due tecniche si riescano a individuare le zone del corpo dove si potrebbe sviluppare la psoriasi prima che diventi  visibile e quindi agire in modo più mirato e tempestivo.

Dott.ssa Stefania Mengoni, scientific editor

Fonte: Imaging cameras detect severity of skin problems. New Scientist Magazine 2012; 2878: 17-18.

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