Winter blues, quando la tristezza ha i colori dell’inverno

Dati recenti evidenziano che in più del 50% dei pazienti affetti da psoriasi di grado moderato-severo la patologia è causa di stati depressivi, talvolta anche gravi, in particolar modo nel periodo invernale quando l’assenza della benefica azione della luce solare si riflette negativamente sia sul decorso clinico della malattia, favorendone l’aggravarsi, sia sul tono dell’umore, inducendo, in alcuni casi, la cosiddetta “winter blues“, tecnicamente  ”sindrome affettiva stagionale” (Seasonal Affective Disorder-SAD), una forma di depressione che colpisce generalmente con l’arrivo della “stagione buia”.

È noto cha la luce solare influenza profondamente il nostro organismo e di conseguenza il nostro umore: i raggi che penetrano attraverso la retina vengono, infatti, trasformati in impulsi elettrici trasmessi tramite il nervo ottico al cervello.
Quando gli impulsi raggiungono l’ipotalamo generano un incremento della serotonina, neurotrasmettitore deputato, tra l’altro, al controllo del tono dell’umore, mentre, a livello dell’epifisi, inibiscono la produzione di melatonina, un ormone sensibile al ciclo luce-buio.

La carenza di luce, ha quindi, in primo luogo, effetto sui livelli di serotonina, che, abbassandosi, causano il malfunzionamento del sistema serotoninergico deputato al controllo delle emozioni, dell’impulsività, dell’appetito causando sonnolenza, difficoltà nel concentrarsi, calo del rendimento sul lavoro, ansia, irritabilità e disturbi dell’alimentazione.

Un ulteriore aspetto legato alla mancanza di luce  riguarda la produzione e liberazione in circolo della melatonina. In condizioni normali il buio stimola infatti la sintesi della melatonina, mentre la luce l’inibisce configurando il caratteristico ritmo giornaliero (detto “circadiano”), con livelli ormonali alti durante la notte e bassi durante il giorno.
Numerosi dati, suggeriscono, invece, che negli individui colpiti da SAD il ritmo circadiano sia ritardato di fase, cosicché gli eventi fisiologici della fine della notte vengono “spostati”  nelle prime ore del giorno. Questo spiegherebbe l’insonnia e la continua stanchezza che i pazienti lamentano, soprattutto la mattina.

Cosa fare dunque?

  • Innanzitutto  rivolgersi allo specialista curante per valutare l’ipotesi di “rafforzare”  la terapia aumentando il dosaggio o prevedendo trattamenti integrativi come la fototerapia utile a  sopperire alla carenza di luce solare.
  • In secondo luogo prendere in considerazione la possibilità di chiedere un supporto psicologico: l’approccio  cognitivo-comportamentale, ad esempio, ha dimostrato, di ottenere, in queste forme, ottimi risultati e  in tempi relativamente brevi.

Stefania Mengoni, scientific editor

Fonte

  • Garg VK, Mondal SC, Singh AK, et al. Role of serotonin in seasonal affective disorder. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2013;17(1):49-55.

 

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